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Notts remembers the dead
Indymedia UK , 20-11-2009 - 20:35
The annual remembrance celebrations in Nottingham are traditionally associated with some manufactured controversy or another. This year was no different with the subvertising of a poster featuring Mansfield serviceman by anti-war campaigners. In Nottingham, campaigners held a march from the city centre to the grounds of the castle where they laid a wreath in memory of the uncounted Afghanis who have died in the present conflict at a memorial to British soldiers killed in an abortive attack on Afghanistan in the 1870s. The county council meanwhile, has taken time out from laying off staff long enough to rearrange the Spanish Civil War memorial so as to hide its political content. On the newswire: Remembering Afghani Dead - Pictures | Remembering the Afghani Dead | Notts County Council rewriting history? National feature: Remembrance conflict Links: Nottingham Stop the War Coalition | White Poppies
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Scotland in Resistance
Indymedia UK , 20-11-2009 - 20:35
Protests against the NATO parliamentary assembly in Edinburgh culminated in its the disruption on Tuesday morning [ Summary report ]. Six Trident Ploughshares activists were arrested when blocking the entrance to the Edinburgh Conference Centre. On Saturday, hundreds of protesters, including some NATO delegates, marched to the Edinburgh conference centre under the banner of the Stop the War coalition [ report ], whilst antifascists resisted a SDL rally in Glasgow. The Nato Welcoming Committee called for action at the opening of the NATO meeting on Friday, but first the group was kettled by police before the protesters individually and spontaneously rallied in front of the assembly's meeting place.
About a week beforehand the access to the G20 finance meeting in St Andrews was blockaded by five students and later in the day more than a hundred protesters marched to the Fairmont Hotel against the G20's policies.
Meanwhile the direct actions against the opencast coal-digging at Mainshill Solidarity Camp continue. [ Report | Weekend of Actions and Workshops | round-up ]
The City of Edinburgh Council has also seen a lot of different grassroots groups campaigning against their policies, such as the privatisation of health and support services [ latest update], a bin workers "work-to-rule strike and overtime ban" [ 1 | 2 | 3 | 4 ], manual workers dispute, parents group resisting the closure of schools, fight against funding cuts for community projects and opposition to the regeneration of the lower part of the UNESCO World Heritage Site [ Save our Old Town ] and the initiative to Save Meadowbanks .
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Uccidere impunemente
Indymedia Liguria , 20-11-2009 - 10:46
Il 6 novembre dell’anno scorso moriva Farid Aoufi, precipitato dal terzo piano della caserma dei carabinieri di piazza Fossatello, nel pieno centro di Genova. Algerino, sposato con un’italiana, era accusato di furto di una valigia da dentro una macchina. Secondo le testimonianze dei Carabinieri, avrebbe approfittato di un momento di distrazione dei presenti nella stanza dove aveva firmato il verbale per alzarsi, aprire la finestra, salire sul davanzale e, sempre con le manette ai polsi, lanciarsi in un tentativo di fuga. Un tentativo di fuga da una finestra posta a dieci metri d'altezza dalla strada! Una via di fuga alquanto improbabile soprattutto per chi come lui era già stato in quei locali e li conosceva bene. Farid era stato arrestato già altre volte e non era il tipo che si fa prendere dal panico e che tenta il suicidio. Per noi Farid quella sera è stato ammazzato. Il 26 luglio 2008 moriva nel carcere di Marassi Manuel Eliantonio: un altro suicidio, ovviamente. leggi tutto
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A chi serve il Forum delle culture 2013?
Indymedia Napoli , 19-11-2009 - 15:41
Nel 2013 si svolgerà a Napoli la IV edizione del Forum Universale delle Culture 2013: una manifestazione internazionale, promossa dall’Unesco, che ogni tre anni organizza in una città diversa alcuni mesi di mostre, spettacoli ed incontri ispirati a temi come la diversità culturale, la conoscenza, la pace, lo sviluppo sostenibile. Dietro queste magniloquenti parole si cela però la realtà di un evento massimamente artificiale e patinato, estraneo alle contraddizioni ed alle vitali peculiarietà culturali dei territori ospitanti, interessato soprattutto ad operazioni di speculazione commerciale. La prima edizione del Forum si è tenuta nel 2004 a Barcellona, risolvendosi in un ampolloso festival del generico, sotto le cui bandiere è stato realizzata un massiccio intervento di speculazione edilizia sul quartiere popolare del Poble Nou ed il litorale cittadino. Anche l’edizione napoletana del Forum si presenta come un volano per favorire la terziarizzazione turistica della città e connesse speculazioni urbanistiche, collegandosi al programma di recupero del centro storico sotto tutela Unesco ed alla riqualificazione dell’area flegrea. Non si sa ancora chi gestirà l’evento ed a quanto ammonteranno i relativi finanziamenti pubblici, dato lo scontro in atto tra istituzioni locali e governo centrale, ma già questo la dice lunga sulle logiche che guideranno l’iniziativa. Intanto alcune realtà di base napoletane si mobilitano per costruire una campagna che da qui al 2013 critichi puntualmente le iniziative del Forum e nel contempo delinei con iniziative autorganizzate un’altra idea di città. Il primo appuntamento è per giovedì 19 novembre alle 10, a Castel dell’Ovo, per contestare l’inaugurazione del workshop sull'Identità Urbana organizzato dal Comune di Napoli in preparazione del Forum; venerdì 20 novembre alle 16, presso palazzo Gravina, si è tenuto invece un incontro pubblico con la partecipazione di esponenti dei comitati di base di Barcellona che contestarono nel 2004 la prima edizione del Forum, l'evento è stato trasmesso in diretta streaming su: www.radioazioni.tk www.radiolina.info www.radiodimassa.tk www.radiossina.info Sito del ControForum ::Approfondimenti:: Forum delle culture 2013? N'ata pall! La protesta del coordinamento NoForum Guarda il video - sito web della Fondazione comunale per il Forum 2013 - sito del comune sul programma di interventi per il centro storico sotto tutela Unesco - sito con materiali sulla questione di bagnoli ::Articoli:: - Forum delle culture, arriva il commissario e circolano i primi nomi dei pretendenti leggi tutto
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Specialmente sorvegliati
Indymedia Liguria , 17-11-2009 - 16:26
*** Assemblea pubblica venerdì 27 novembre alle ore 17 a Balbi4, aula M. Clicca qui per il volantino. *** "...Quello che noi tutti possiamo essere, quello che possiamo fare e quello che potremmo cambiare, la nostra capacità di resistenza e di offensiva, insomma la nostra forza sociale, ecco, questo dipende da noi tutti, dalla nostra determinazione e dal nostro coraggio, dalla nostra rabbia e dal nostro amore..." Da una lettera aperta di un avvisato "insuscettibile di ravvedimento". Sorveglianza speciale sembrerebbe, probabilmente è già, il titolo di uno dei film che l'industria dei sogni americana sforna serialmente. Quel che è certo è che si tratta anche di un vecchio strumento della democrazia italiana, in uso dai tempi della “guerra fredda” e rispolverato recentemente dagli apparati dell'attuale regime porno-mediatico berlusconiano. leggi tutto
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Fermi e cariche al corteo di stamattina
Indymedia Lombardia , 17-11-2009 - 16:17
Questa mattina al corteo degli studenti medi contro lo sgombero delle scuole civiche cariche feriti e 4 fermi. Dei quattro fermi due sembrerebbero essere stati convalidati in arresti. Buona presenza al tribunale [1][2][3] Aggiornamenti: -18-11-09 rilasciati senza obbligo di firma Appuntamenti: h 15.30 presidio @ pza san babila aggiornamenti 18-11-09 h 9 presidio di fronte al tribunale Comunicati: - cantiere.org Rassegna Stampa: [1] [2] [3]
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Riprendiamoci la Notte!
Indymedia Roma , 17-11-2009 - 10:05
Per sabato 21 Novembre, a ridosso della giornata internazionale dell’orgoglio trans e di quella contro la violenza sulle donne, una rete di collettivi e realtà femministe, ltibq e singole, ha costruito una manifestazione contro la violenza di genere. Dopo le manifestazioni degli anni scorsi contro la violenza maschile sulle donne (nel 2007 e nel 2008), si è voluto ribadire ancora una volta come non siano le politiche sicuritarie a dare sicurezza alle donne, trans e lesbiche, ma come, invece, in una città di ronde e lame, l’unica arma possibile sia quella della solidarietà. E’ per questo che la rete invita donne e trans, puttane e rom, migranti e lesbiche a riprendersi la città di notte, in un corteo che partirà da p.zza Vittorio alle 18.30, attraverserà San Lorenzo per finire in pzzale del Verano. Durante il percorso antisessismo e antifascismo saranno proposti attraverso musica e performance, oltre che attraversando alcuni luoghi che mostrano le contraddizioni delle politiche costruite sui corpi delle donne. La stazione (da sempre luogo simbolo della violenza, ma solo di quella fuori dalle mura domestiche), piazza Vittorio, luogo di immigrazione, ma vicino a un noto spazio occupato da fascisti, San Lorenzo, luogo della “movida romana”, da poco oggetto di sgomberi e minacce di sgombero.
A concludere il corteo, in piazzale del Verano, è previsto un momento musicale con i live di alcune artiste. La mobilitazione continuerà il 25 Novembre contro i Cie, in un presidio itinerante che terminerà a Ponte Galeria.
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Hundreds protest against downland sell-off
Indymedia UK , 15-11-2009 - 09:34
HUNDREDS of residents have protested in Worthing against controversial council plans to sell off downland next to Cissbury Ring. Up to 400 people gathered at the Coombe Rise car park in Findon Valley today (Saturday November 14) for a rally staged by campaign group Stop the Cissbury Sell-Off (SCSO). They then filed up on to the land itself, waving banners and placards, and let off distress flares to draw attention to the threat. Some then continued for a four-mile guided walk around Cissbury Ring and the surrounding area, despite gale force winds and lashing rain. The event was hailed as a huge success by SCSO, which has already forced Worthing Borough Council to look again at its plans.
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Direct Action To Remember Barry Horne
Indymedia UK , 14-11-2009 - 10:23
Barry Horne was an animal liberationist who died in a UK prison hospital on November 5th 2001. He had been sentenced to 18 years in prison for a campaign of economic sabotage, carrying out criminal damage and arson attacks against companies involved in the vivisection, leather and fur industries. His actions were allegedly claimed in the name of the Animal Liberation Front (ALF) and sometimes the Animal Rights Militia (ARM), taking place in Bristol and the Isle of Wight In prison he went on hunger strike several times in protest against government support for the vivisection industry, and their broken pre-election promises about animal experiments. The third of these hunger strikes lasted 68 days, and Barry never fully recovered. From this protest he generated worldwide publicity, and initiated a huge uprising of animal liberation activity, the effects of which are still being felt even today - eight years since his death. His memory has been remembered every November, for being an inspiration to the movement and giving his life to animal liberation. This year actions have been dedicated to Barry from as far afield as Latin America, with dozens of deer returned to freedom by the ALF in Spain, 17 rabbits freed from a university in Uruguay (Video), four sheep rescued from a farm by the Igualdad Animal's Open Rescue Team in Spain (Pictures) and a Max & Co fur shop and leather shop painted red by the ALF in Italy and Chile. The Mexican ALF also rescued four ducks and two hens from a breeding farm (Pictures) and caused dirsruption to Novartis with a bomb hoax in the capital for Barry. There was also a protest outside HLS in rememberance of Barry in Occold, Suffolk by SHAC campaigners. Related Articles: Fitwatch Press Release on AR raids | New Animal Liberation Prisoner (Europe) | Corporate Watch on Sean Kirtley's Release | Fight Speciesism! #7 - In memory of Barry Horne | Mexico: Alleged ELF Anarchist Arrested | Butane is in the eye of the bomb-holder | Wave of Anarchist Bombings | Emergence of an Unexpected Threat Links: Bary Horne Memorial | Remember Barry | Barry Horne: ALF Tribute | Bite Back Magazine
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Chi sono i ladri ?
Indymedia Lombardia , 13-11-2009 - 15:27
La settimana scorsa la polizia, mediante un dispiegamento di forze “cileno”, arresta 5 studenti, quattro finiranno sepolti ai domiciliari ed uno a San Vittore. Il terribile crimine sarebbe la sottrazione di alcune fotocopie alla libreria Cusl all'interno di Festa Del Perdono, la surreale accusa sarebbe di “rapina aggravata” e di “lesioni”, se non ci fossero di mezzo dai 4 ai 10 anni di galera la faccenda sarebbe quasi tragicomica. Il problema, in effetti, non sta tanto nella carta quanto nel proprietario della carta, in effetti tutto diventa più comprensibile se consideriamo che la libreria Cusl rappresenta uno dei terminali della rete politica di Comunione e Liberazione all'interno dell'università. Non si tratta di furto di fotocopie ma di vera e propria “lesa maesta”, perché il furto, la rapina la cooptazione ed il ricatto non pongono particolari problemi né a CL ne all'università degli studi di Milano, che in effetti è stata ben lieta di erogare 25000 € per finanziare riviste fantasma. Ovviamente le riviste erano gestite da ciellini, stampate(e fatturate) da ciellini ed il pagamento è stato ovviamente autorizzato da un assemblea a maggioranza ciellina. In quel caso non abbiamo visto le camionette ne abbiamo letto i soliti vergognosi articoli, tutto è bene quel che finisce bene, uno dei protagonisti di quell'infame vicenda riuscirà anche a fare carriera politica nel PDL. Ma questo rappresenta solo un' infinitesimo del potere e della propensione al furto cielline: Cl gode di corsie preferenziali per l' erogazione di servizi all'interno dell'università non solo librerie ma mense, bar e chissà quant'altro, non è importante se i servizi siano rispondenti alle esigenze degli studenti, l' importante e che il fatturato finisca nei santi portafogli dei ciellini, la cui devozione e la cui presenza nei centri nevralgici del potere lombardo assicura a loro un giro di affari di 70 miliardi di euro annui a noi eccellenze quali Santa Rita, Milano Santa Giulia e che ci assicura la permanenza al potere di menti eccelse come il dott. Aletti. E se per caso dovesse venirvi la malsana idea di riappropriarvi di quanto questi loschi figuri vi hanno sottratto, sappiate che, contro ogni logica, i ladri sareste voi. Aggiornamenti - corteo del 17-11 caricato in Piazza Mercanti, 4 fermi , h 15.00 @ s. babila iniziativa per il rilascio dei 4 fermati Appuntamenti: - 13-11-09 corteo in notturna verso san vittore - 14-11-09 Presidio sotto S. Vittore h 14.00 [1] [report] [report 2] - 16-11-09 prima giornata di mobilitazione [report] - 16-11-09 h 14.00 assemblea in Statale - 17-11-09 h 9.00 presidio al tribunale h 14.00 volantinaggio in statale - 18-11-09 h 12.30 assemblea @scienzepolitiche a seguire assemblea @ lingue - 19-11-09 h 11.30 giornata contro CL @ festa del perdono controinformazione ed autofinanziamento - 21-11-09 h 19.00 @ T.A.Z. concerto benefit spese legali Rassegna Stampa: [1] [2] [3] [4] [5] Comunicati - Corsari milano - Uninversi -Fuoricontrollo - Assemblea Spo Approfondimenti: - un poliziotto ogni nove fotocopie - memoria storica contro Cielle Links - http://agitazione.noblogs.org - http://cattomafia.noblogs.org
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Day of action internazionale contro i CIE
Indymedia Emilia-Romagna , 13-11-2009 - 15:27
 Il 14 novembre ci sarà la giornata di azione internazionale contro i CIE, i famigerati lager in cui vengono rinchiusi i migranti trovati privi di permesso di soggiorno. Dopo le rivolte di quest'estate la situazione continua ad essere incandescente: in diversi centri continuano scioperi della fame, rivolte, tentativi di evasione, violenze contro i reclusi. Ordinaria amministrazione quando si va a creare una vera e proprio struttura concetrazionaria, in cui gli internati (come tutti gli internati) sono privati di tutti i diritti. Per dire no a questa società che condanna uomini e donne alla deportazione perchè privi di pezzi di carta:
Sabato 14 Novembre Presidio in Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri) a Bologna. Domenica 15 Novembre a Parma, in Piazzale Matteotti, presidio dalle 10 I contenuti sui CIE su IMC Emilia Romagna Macerie, sito con frequenti aggiornamenti sui CIE Ftr di indymedia nord-est sul cie di Gradisca
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Noi da qui non ce ne andiamo! A Cosenza sventato un tentativo di pulizia etnica ai danni dei Rom.
Indymedia Calabria , 13-11-2009 - 15:26

Il primo ottobre le forze dell'ordine in località vaglio lise a Cosenza irrompono nella zona dove vivono circa 200 rumeni di etnia rom, notificando solo a 90 di loro un decrecreto di allontanamento.
Tali decreti, che fanno riferimento non al cruento pacchetto sicurezza dell'attuale governo ma alle alle leggi emanate durante il governo Prodi, prevedono l'allontanamento di questi novanta cittadini comunitari. Le motivazioni sarebbero legate la fatto che gli stessi sono ritenuti incapaci di indicare la data del proprio ingresso in Italia, perchè non hanno un regolare contratto di lavoro e vivono in condizioni precarie, di conseguenza la loro presenza rappresenterebbe una minaccia per il paese. In altri termini viene perseguitata la loro condizione economica: i cittadini europei, se poveri, non possono risiedere a Cosenza?! Che fine ha fatto la città dell'accoglienza e delle invasioni?
Da alcuni anni ormai si parla di emergenza Rom , questione mai risolta che si ripresenta, puntualmente, a ogni inizio estate e col cadere delle prime piogge. Si ricordi l'emergenza del 2007 quando le forti piogge rendevano il fiume Crati assai pericolo per l'intera comunità rom dal momento che era alto il rischio che gran parte delle loro abitazioni, allestite nelle vicinanze, venissero travolte.
Dopo un'iniziale attenzione mediatica, dettata dalla contingenza, ecco che la questione Rom ripiomba nel dimenticatoio, l'assessore comunale Matilde Ferraro, che nell'evento del 2007 si era impegnata in prima persona, durante un rimpasto della Giunta Perugini, lo ricordiamo ...una giunti di 'sinistra' viene sostituita da Francesca Bozzo. La 'linea politica ' del nuovo assessore si può riassumere nel seguente termine: non sono competente. Accade, infatti, che tutte le domande rivolte dalle associazioni nel corso degli scorsi mesi sono state evase con l'idea che un assessore ai migranti e ai rom non ha competenze; quindi semplici richieste come bagni chimici, acqua potabile etc sono state del tutto disattese dall'Assessore , troppo impegnata a organizzare finti spettacoli e fasulle iniziative cultural-gastronomiche. Per questo motivo, a seguito della espulsione di massa su base etnica dei cittadini Rumeni di etnia Rom l'indignazione e la rabbia di molti cosentini sia autoctoni che rom è cresciuta .
In primo luogo sono stati avviati ricorsi sul piano legale ma, nel contempo, sono state intraprese tutta una serie di azioni di lotta e di denuncia. Si ricorda una petizione in difesa dei cittadini rom a cui hanno aderito cittadini semplici ma anche numerose personalità fra cui l'intero dipartimento di sociologia dell'Università della Calabria.
Piu' volte è stato tentato un incontro col Sindaco e l'Assessore Bozzo quello che si è ottenuto è una promessa da parte dell'assessore che entro pochi giorni avrebbe rifornito di benzina la autobotti per inviare, al campo, l'acqua potabile come chiesto dal Presidente della II circoscrizione (in un primo momento sceso in campo a tutela dei rom) ma così non è stato: di chi la colpa? Ancora una volta l'incompetenza della Bozzo ha dato i suoi frutti? Vero è che incontrare l'Assessore è risultato sempre piu' difficile, durante uno dei vari presidi sotto al Comune la stessa usciva dal palazzo municipale celata da un giubbotto riuscendo a passare inosservata alla vista dei piu' ma alcuni, notandola, non hanno potuto fare a meno di seguirla per ottenere di consegnarle la petizione in difesa del popolo Rom di vaglio lise. L'assessore, impaurita e in evidente stato confusionale, intanto si era rifugiata nella sua auto e mettendo in moto l'auto addirittura rischiava di investire i manifestanti.
Si registrano un incontro col Vice-Prefetto e uno con l'Assessore provinciale all'immigrazione, infine anche il Sindaco Perugini non ha potuto fare a meno di ricevere una delegazione, due giorni prima del dibattimento in tribunale dei ricorsi contro i decreti di allontanamento. I Rom e le associazioni ad essi vicine, si sono infatti recati ad assistere la seduta comunale del nove novembre, forse per questo il Sindaco ha deciso di riceverli per alcuni minuti. In questa occasione, così faticosamente ottenuta, Perugini si è però detto vicino alla problematica dei Rom e ha ribadito che Cosenza resta una città aperta e solidale, ci si augura che alle parole seguano i fatti, i Rom non chiedono infatti la luna, che a Cosenza si può anche tradurre come alloggio popolare, ma solo che si fornisca loro un campo attrezzato per il quale sono disposti anche a pagare acqua ed elettricità.
Significativa è stata anche l'attiva partecipazione dei Rom al seminario organizzato dal dipartimento di Sociologia, tutti: dai docenti agli studenti, hanno ascoltato, con vivo interesse, la lezione dei cittadini rumeni che hanno raccontato di prima persona che cosa significa essere svegliati alle cinque e trenta del mattino dalle forze dell'ordine, rimanere ore e ore sotto la sole e poi deportati in questura, identificati e lasciati senza nemmeno una bottiglia d'acqua per quasi quindici ore. Il tutto per un motivo che non si comprende...forse solo perchè si è Rom? Oppure si configura come delitto, il fatto di avere un lavoro e un alloggio precario? In tal caso molti italiani commetterebbero reato, ma di chi sarebbe la colpa?
Intanto sul campo legale, ottenuta una prima sospensiva del decreto di allontanamento da parte del tribunale di Cosenza che considerava fondate, in prima face, le istanze di ricorso, in data undici di novembre accoglieva definitivamente tali ricorsi! Urla di gioia, lacrime di commozione, hanno salutato la notizia data dal pool di difensori all'uscita del tribunale, dove attendevano l'esito del pronunciamento dei giudici, i rom le associazioni i docenti universitari.
Un provvedimento di massa, vergognoso e umiliante per i Rom e per la città di Cosenza è stato sventato in un'aula di tribunale. Adesso tutta la solidarietà fino ad ora manifestata dalla parte autentica della città, deve andare avanti nella battaglia per il diritto ad una esistenza dignitosa e decorosa di questi fratelli che ormai sono cittadini cosentini. Perchè la vera accoglienza percorre strade molto spesso diverse da quelle del governatore calabrese Agazio Loiero che si è recato a Berlino, assoldando anche il noto regista Wenders, per propagandare l'idea della Calabria come terra di accoglienza. C'è una tendenza nazionale razzista che tende all'emarginazione degli stranieri ed oltre che a Cosenza anche a San Nicola Varco , vicino Eboli sono stati sgomberati circa mille lavoratori, braccianti agricoli, che si spaccavano la schiena nella piana del Sele! Con queste politiche criminali ed in particolare con il caso Rom a Cosenza, si assiste ad un fenomeno nuovo in Italia, quello dei desplazados: profughi nella propria terra!
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San Nicola Varco: Sgomberati dalla loro miseria
Indymedia Napoli , 13-11-2009 - 09:37
Li aspettavamo di notte, sono arrivati alle 8 del mattino. Oltre 60 mezzi blindati e 650 uomini (in tre turni..) tra poliziotti, carabinieri, finanzieri. Non mancava neanche la forestale per procedere allo sgombero coatto dell’insediamento di immigrati marocchini a San Nicola Varco, una traversa anonima della Statale 18 a Eboli. Vivono qui, nella piana del Sele, quasi millecento braccianti tra i venti e i quarant’anni che faticano dodici ore al giorno per venticinque euro meno i tre che trattiene il caporale. La "colpa" di questa comunità è di sopravvivere da oltre dieci anni in una struttura di proprietà regionale costata miliardi di vecchie lire. Un mercato ortofrutticolo mai inaugurato e trasformato in una una favela di lamiere e baracche sorte come funghi intorno alle carcasse di silos ed edifici. Pochissimi i bagni, ancor meno le docce, San Nicola Varco è una straordinaria fotografia dell'ingiustizia: di fronte al ghetto si estendono infatti a perdita d’occhio i campi e le serre delle multinazionali dell’agroalimentare che questa manodopera sfruttano a piene mani. Ai primi novembre la magistratura si accorge che ci sono "problemi igienico sanitari" e intima lo sgombero, funzionari e assessori della Regione Campania, a conoscenza dell'azione delle forze dell'ordine, non si cura di tutelare i migranti di San Nicola. Politici, affaristi locali e camorristi gongolano. Per l'irruzione di mercoledi erano stati comunque "prenotati" centocinquanta posti nei CIE di Lamezia e Crotone. Il ministero dell'Interno voleva probabilmente il suo pacchetto di espulsi da esibire. Alla fine le persone che la polizia trova nel campo sono circa duecento, quelle portate in questura per accertamenti sui documenti di soggiorno una quarantina almeno. Gli altri si erano allontanati la sera prima. Il giorno dopo, come se non bastasse, sono partiti i rastrellamenti. Alla Questura di Salerno è stato organizzato un presidio di solidarietà. :: Approfondimenti :: Comunicato Della rete antirazzista campana Il report completo di Nicola Angrisano Radiovostok Il racconto di Halim :: Video :: Radiovistok - Lo sgombero è la risposta dello Stato Insu^tv - Al mercato degli schiavi :: Foto :: Il mercato degli schiavi leggi tutto
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Massacri quotidiani
Indymedia Abruzzo , 12-11-2009 - 09:33
DI CARCERE SI MUORE
Il caso di Stefano Cucchi [ corteo] con tutta la sua assurdità porta nuovamente alla ribalta il dramma delle carceri (147 morti solo nel 2009) e della brutalità delle forze dell'ordine.
Questioni scomode che si preferisce coprire e dimenticare. A volte però accadono episodi che con irruenza, riescono a rompere il quotidiano muro di indifferenza verso le strutture carcerarie Italiane (luoghi sovraffollati, malgestiti e dove le violenze nei confronti di detenuti e detenute sono all'ordine del giorno) e a denunciare la brutalità delle forze dell'ordine.
Quasi a riprova di quanto accaduto a Roma e a Parma, nella redazione del quotidiano teramano "La Città", viene recapitata una busta contenente una lettera anonima ed un cd audio.
La voce registrata nel carcere di Castrogno, racconta di una "mancata rivolta" per via di un pestaggio consumato sotto gli occhi di detenuto "negro", sempre nella registrazione si rimprovera alle guardie carcerarie di aver massacrato un detenuto sotto gli occhi degli altri detenuti, mentre la buona norma prevede di massacrare il detenuto quando è "da solo". Per sua stessa ammissione, si scoprirà che la voce è quella del comandante delle guardie carcerarie Giuseppe Luzi, poi sospeso.
Nell'Italia del pacchetto sicurezza e della strategia della paura, episodi del genere non sono né isolati né rari. Nei primi giorni di dicembre nel carcere di Sulmona, un detenuto ha dato fuoco alla sua cella rimanendo intossicato, dopo la mancata consegna dei medicinali di cui aveva bisogno. Il 24 giugno dello scorso anno è Niki Aprile Gatti (un ragazzo di 26 anni di Avezzano) ad essere trovato senza vita nel carcere di Sollicciano, vicenda che vede la madre impegnata a combattere per chiedere verità e giustizia. E' di quest'estate la morte di Francesco Mastrogiovanni maestro elementare di Castelnuovo Cilento, altra vicenda dai contorni oscuri che non ha però ricevuto lo stesso interessamento mediatico. Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: su di lui pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio. Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri l'hanno trovato morto. Il 9 agosto scorso 300 migranti, quasi tutti somali, cercano di fuggire dal lager di Benghazi, realizzato in Libia con finanziamenti italiani frutto degli accordi tra Berlusconi e Gheddafi. Dopo la cieca repressione militare 6 migranti sono rimasti uccisi, esangui sul pavimento, e oltre 50 feriti (dal giorno dopo di almeno una decina non si hanno pi notizia). Un testimone oculare ha raccontato a Fortress Europe che i feriti sono rimasti abbandonati sul pavimento sanguinanti per giorno, con tagli su gambe, braccia e testa. Alcuni hanno febbre e principi di infezioni. Non sono stati visitati da medici o delegati di organizzazioni internazionali.
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Emergenza Indymedia Piemonte
Indymedia Piemonte , 09-11-2009 - 15:32
Dall'inizio dell'autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l'opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c'è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell'introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l'eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell'informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito. Nella discussione sull'opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell'importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell'informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l'emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell'individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L'altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati.
Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell'open publishing e nell'informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.
[aggiornamenti 11-11-09]
L'ultima riunione ha visto la partecipazione di nuove forze interessate a mantenere vivo il progetto. Nonostante la buona volontà di tutti, la situazione problematica non può ancora considerarsi risolta. Poiché il progetto è per tutti molto importante e dato il poco preavviso con cui è stata comunicata la riunione in questione, segno evidente dell'emergenza del collettivo, si è deciso di indire una nuova riunione. Una riunione importante per chiunque abbia a cuore il futuro di Indymedia Piemonte, dandogli impulso con idee, progetti, competenze, partecipazione attiva di punti vista e aree differenti del movimento. Oggi le frontiere della comunicazione in internet si sono dilatate e gli strumenti che i siti commerciali mettono a disposizione sono di facile accesso, potenti e seducenti. La sfida che abbiamo di fronte è quindi difficile ma importante. Servono intelligenze e saperi, serve voglia di mettersi in gioco in un progetto che - costitutivamente - scommette sulla possibilità che ciascuno, mettendosi orizzontalemente in rete, possa essere il proprio media.
Appuntamento mercoledì 2 dicembre alle ore 21 presso radio blackout, via cecchi 21/A.
Indymedia Piemonte
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Resurrection
Indymedia Liguria , 09-11-2009 - 10:11
Per molto, troppo tempo questo sito è rimasto praticamente fermo. Oggi Indymedia Liguria ci riprova. Portare avanti un lavoro collettivo richiede condivisione, fatica e incoraggiamenti continui. Per questo abbiamo bisogno di critiche, suggerimenti e soprattutto partecipazione per rilanciare un progetto collettivo, autogestito e indipendente. Invitiamo quindi chiunque sia interessato a contattarci o ad iscriversi alla Mailing List di discussione pubblica per collaborare alla produzione editoriale dei contenuti e al funzionamento del sito. Nel frattempo, potete sempre continuare a pubblicare notizie, eventi o opinioni sul sito o consultarne e commentarne i contenuti. leggi tutto
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Battle to stop downland sell-off
Indymedia UK , 08-11-2009 - 09:26
CAMPAIGNERS in Worthing, West Sussex, are battling to stop the local council from selling off two chunks of treasured countryside. The land in question is on the slopes running up to Cissbury Ring, an Iron Age hill fort and much loved beauty spot. A protest meeting is to be held at 11am on Saturday November 14, gathering at the Coombe Rise car park in Findon Valley, Worthing. One of the speakers there will be Kate Ashbrook, general secretary of the Open Spaces Society, which is backing the Stop the Cissbury Sell-Off campaign. Also addressing the rally will be Marion Shoard, a famous countryside campaigner and author of 'The Theft of the Countryside', 'This Land is Our Land', and 'A Right to Roam'. The event will be followed by an optional country walk which will cross a council-owned field that has a statutory right of public access but has been closed to the public, contrary to the law, for the last four years.
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Oil companies left with egg on their faces
Indymedia UK , 06-11-2009 - 16:17
Both BP and Shell had their flagship recruitment events at the Randolph Hotel hijacked by protesters in the last few weeks. Linking the global issues of climate change and exploitation to local attacks on people and the environment, campaigners from Thames Valley Climate Action took over stages, heckled, asked awkward questions, unplugged display equipment, leafletted and chatted with audiences. The actions were amongst the first in a new grassroots campaign against the extraction of Tar Sands oil in Alberta, Canada. Shell are massively involved there, whereas BP are still in the process of getting involved; it's hoped that by targetted them early on we might be able to put them off. You can find out more, and hear first-hand stories from touring indigenous activists at the talk on Monday 16th November at Science Oxford, and at the film screening of H2Oil on Sunday 22nd November at Oxford Action Resource Centre. [ Shell action: 1 | 2 | Video ] [ BP action: 1 | 2 | Video ] [ Tar Sands background: 1 | 2 | 3 | UK tour | film screening ] [ Thames Valley Climate Action | Shell To Sea | Hands Off Iraqi Oil ]
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Remembrance conflict
Indymedia UK , 06-11-2009 - 09:42
Symbolised by the wearing of a red poppy, every year at this time there is a brief period of remembrance for those who have given life and limb in conflict on the behest of the British state apparatus. Every year that period is itself marred by a war of words between those who see it as a chance to glorify those conflicts under the umbrella of patriotism and those who hope that remembrance might be an opportunity to learn and advance. In previous years the conflict has mostly centered on arguments over whether or not TV personalities and politicians are wearing red poppies predominantly enough, or occasionally over the rights and wrongs of wearing white poppies. The poppy appeal has become effectively sacrosanct with no dissenting views allowed. This year the predictable arguments have broadened as the Legion has 'modernised' it's appeal, adopted an 'Afghanistan Generation' campaign which focuses on the current conflict there. A week ago reports emerged of poppy appeal billboards being subvertised to call for Tony Blair to be prosecuted for war crimes and for British troops to be bought home. Mainstream media reported outrage and the act was condemned by the Legion. The subvertising spread with reports of sightings in Norwich, Basingstoke, Bristol and London. Not long after, an open letter of apology was issued and reproduced in full or in part in the media. The Legion replied through the media saying it accepted the apology. The Afghanistan occupation has now cost 229 British soldiers lives, and thousands more injured (not to mention the tens of thousands of Afghan civilians killed since the invasion began 8 years ago). In an apparently intolerable act of remembrance, three people held a 229 minute vigil at the Cenotaph in Downing Street but with less than a week now till remembrance day the repression against dissenting voices stepped up a notch and all three were arrested under the controversial SOCPA laws. Links: 229 Minute Afghanistan Vigil, Cenotaph, London | 3 arrests at 229 Minute Afghanistan Vigil, Cenotaph, London | New rash of subverted poppy appeal billboards across London. | Poppy appeal poster 'vandal' apologises | Support for poppy poster defacement | DIY guide | Subertising hits the big time | Bring 'em Home - first report and photo of poppy poster subvertising | Poppies poem Background: Afghanistan: Dying For OIL…..Unicol Corporation Feeding On Blood! Mainstream coverage: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8
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Reggio Emilia è antifascista
Indymedia Emilia-Romagna , 05-11-2009 - 09:50
 La notte tra il 23 e il 24 ottobre un gruppo di attivisti da Casa Pound ha attaccato il centro sociale occupato Aq16, danneggiando la struttura (vetrate rotte, grondaie divelte, tentativo di sfondamento della porta) e attaccando adesivi e manifesti sui muri. Il giorno successivo un gruppo di quasi un centinaio di attivist* si è diretto in via Montefiorino, dove ha sede CPI, per restituire un po' di merda ai fascisti [Report Audio]. Ovviamente i fascisti hanno dichiarato, come al loro solito, di essere stati vittime di una predeterminata aggressione e che gli attivisti dell'Aq16 si sarebbero danneggiati il posto da soli per poi incolpare loro.
Casa Pound a Reggio Emilia ha aperto la sede da neanche un anno ma è già riuscita a rendersi responsabile di un'escalation di attacchi e provocazioni che non si vedeva da decenni: dai volantinaggi davanti alle scuole, conditi con minacce, insulti e altrui striscioni strappati, ad azioni "futuriste" (con scarsissimo risultato di pubblico) come distribuire pasta, impiccare babbo natale, a scritte sempre più invasive. Tutto questo con l'appoggio malcelato del PDL, di cui Casa Pound sta sempre più diventando la costola giovanile. Il collegamento sembra quasi dinastico: il rappresentate di Blocco Studentesco (settore giovanile di CPI) è Giorgio Eboli, figlio di Marco Eboli, capoccia del PDL a Reggio Emilia. La stampa locale, con la complicità del comune, intanto continua a dilettarsi con il giochetto degli opposti estremismi [rassegna stampa], teoria con ben pochi collegamenti con la realtà dato che i movimenti fascisti sono sempre stati strumentali al potere, di cui sono fedeli cani da guardia e servi. Ma una parte di Reggio Emilia non ci sta. E questa parte di città sabato sette novembre manifesterà contro tutti i fascismi sia quello muscolare ed esibito di CPI che quello strisciante e invasivo propagandato dal Governo e ben accetto dall'"opposizione" che contro lo sfruttamento padronale. Sabato 7 Novembre, ore 14.30 concentramento presso Porta Santa Croce Scarica il dossier su Casa Pound Reggio Emilia prodotto dall'Aq16. Report e Foto leggi tutto
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Anti-vivisectionists march against Novartis after court victory
Indymedia UK , 04-11-2009 - 09:41
As part of the SHAC campaign 70 people turned out for a demonstration and march against Novartis' headquarters (an animal research centre and top HLS target) in Horsham on Saturday 31st October. Up until 2pm the day before Sussex Action For Animals (SAFA) were not even sure that the demonstration would be able to take place. Earlier in the month Novartis had attempted to get an interim injunction using the notoriously repressive solicitor Timothy Lawson-Cruttenden, known for numerous HLS injunctions and failing to seize a protestor's assets amongst other civil liberties issues. Novartis were seeking to prevent banners on the demonstration from bearing the words "Novartis", or carry posters showing images of animal suffering. They didn't want protesters to be able to wear masks or costumes; in particular blood stained lab coats. They did also mention something about fireworks! However, despite the best efforts to dredge up any dirt they could to support their application, the judge found in favour of the campaigners. Related Newswire: March and Protest against Novartis in Horsham | Horsham march in tussle over freedom to protest | Novartis threaten the right to protest banners and costumes | More articles Recent features: March against Novartis on Saturday | Newcastle March & Demo Against Sanofi-Aventis | Direct Action Withdraws HLS Loan Facilities | Largest HLS Investor Dumps All Shares As Buyout Approaches | Operation Liberation Demo at Highgate Rabbit Farm | Novartis CEO's hunting lodge destroyed | Highgate Farm Protest Camp | Largest Shareholder Barclays and Top Investors Dump HLS | More features
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Una ennesima storia della violenza di stato: C.P.O.Experia sgomberato!
Indymedia Calabria , 02-11-2009 - 09:34

Nella mattina del 23 ottobre scorso è stato sgomberato, a Catania.il C.P.O. Experia.
Le forze dell'ordine sono riuscite a entrarenella sede del centro facendo largo uso della forza, come testimoniano alcuni video presenti in rete: [1] [2] [3] [4]. Le forze dell'ordine non hanno permesso nemmeno agli avvocati di assistere all'ispezione dei locali.
La polizia, in assetto antisommossa, si è scagliata contro studenti medi, universitari, lavoratori, docenti precari, sindacalisti che tenevano le mani alzate e rimaevano in presidio permanete; negli scontri, infatti, vi sono stati anche numerosi feriti. Ancora una volta dunque un presidio di libertà, viene soppresso tramite l'uso della violenza. Lo sgombero ufficialmente voluto dalla sovrintendenza ai Beni Culturali è stato, in realtà, determinato da precise scelte politiche tese a riduerre al silenzio una realtà viva da ormai 17 anni. Experia, un centro popolare radicato nel quartiere, ha subito un'ingiustizia inaudita! La resistenza però continua tra attestati di solidarietà [1]ed il partecipato corteo del 31 ottobre dove si è registrata la presenza di piu' di mille persone. Ultime news: il 13 novembre l'experia è stato rioccupato dai compagni!
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Comportamenti corretti
Indymedia Lombardia , 01-11-2009 - 09:36
"Non ho strumenti per dire come sono andate le cose, ma sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione". Questa semplice frase accompagna l' ennesimo morto di carcere (146 solo quest' anno) e nella sue ingenua brutalità è il miglior rivelatore di quanto succede nelle patrie galere. Uccidere un ragazzo spezzandogli il coccige e rompendogli la testa non rappresenta una indicibile bestialità ma ordinaria amministrazione “comportamento corretto” appunto. D' altronde di esempi simili è lastricata la storia recente: Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi, Riccardo Rasman, Stefano Frapporti, Manuel Eliantonio, non anomalie ma il modo usuale di gestire le cose quando l' impunità è garantita, certamente alcuni protesteranno, altri forse scenderanno in piazza ma, alla fine, nella migliore delle ipotesi la teoria delle “mele marce” salverà la faccia sia alle istituzioni che agli indignati. Di ordinaria amministrazione poi si può parlare anche per tutte quelle sentenze burla che travestono omicidi da incidenti ed assicurano la permanenza in servizio degli assassini, certamente ai problemi della galera non si risponde con anni di galera ma se la gravità delle sentenze definisce la gravità del fatto ne dobbiamo dedurre che un omicidio in divisa è poco più grave di una scritta su un muro Aggiornamenti un altro morto in cella a Parma:Giuseppe Saladino Links - Rassegna stampa [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] video: [1] - Le foto dell'autopsia - Dossier Uccisi di carcere 2008 -Documentazione sanitaria completa - Lettera di un ex detenuto
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Di carcere si muore
Indymedia Roma , 30-10-2009 - 20:31
 A Roma un'altra persona è morta di carcere. Stefano Cucchi, arrestato per un modesto quantitativo d’erba la notte tra il 16 e il 17 ottobre, è morto dopo una settimana in un carcere in cui non si sarebbe nemmeno dovuto trovare. Già alla prima udienza del processo per direttissima i genitori avevano notato segni sul suo volto e dopo il ricovero al Pertini per un presunto mal di schiena, Stefano è stato trovato morto. Non è la prima volta che le cosiddette forze dell’ordine hanno ucciso. Sono tristemente note le storie di Sorin, Niki, Aldo e delle numerose altre persone morte di carcere o durante un fermo violento. E per chi vive, la situazione non è rosea, se persino Alfano è riuscito a dichiarare che la situazione è fuori dalla costituzione. Ma forse il problema è che è proprio il carcere a non funzionare.
Ascolta le corrispondenze di Radio Onda Rossa [1 - 2] Altre informazioni: Rassegna stampa 01.11.09 - Pestaggi quotidiani in carcere - 8 morti solo in ottobre *Appuntamenti* - giovedi 5/11 ore 12 volantinaggio al Pertini. - giovedi 5/11 ore 18 assemblea cittadina al forte prenestino. - sabato 7/11 ore 15 corteo parco acquedotto alessandrino altezza via torpignattara. Morti in carcere: 1200 persone morte in 7 anni, a cura dell’associazione Papillon; Sul dossier "Morire di Carcere" dall'associazione Ristretti orizzonti.
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Support the EDO Decommissioners
Indymedia UK , 30-10-2009 - 20:27
The decommisioners are six activists on trial for direct action taken against the massacre in Gaza. On January 17th, as the bombs rained on Gaza, they destroyed hundreds of thousands of pounds worth of machinery owned by EDO MBM, preventing the factory from manufacturing bomb racks and arming units for Israeli F16s. Eight people are currently on bail and one is on remand, currently in Lewes Prison. All are charged with conspiracy to cause criminal damage. Between the 16th and the 23rd of October, actions were held across the UK and in Palestine in support of the decommissioners. On the 16th, in Manchester, a demonstration was held outside Brimar, a factory making display units for the Israeli Apache helicopter, launching a new campaign. Several of the decommissioning defendants were arrested at the demonstration for breach of bail but later released. On Monday a demonstration was held at Brighton Town Hall calling on Brighton and Hove Council to debate the presence of EDO MBM in Brighton, a petition will be handed in to the council meeting in December. On Wednesday some of the names of those killed during the Gaza massacre were read outside the EDO MBM factory in Brighton. On Thursday two pickets of the Foreign office were held and a petition calling for an end to arms exports to Israel and in support of the decommissioners was handed in. On Friday the Palestinian village of Bil In dedicated its weekly demonstration against the apartheid wall to the decommissioners. Reports of Target Brimar Demonstration 1 | 2 | Target Brimar Campaign Statement about Arrests of Decommissioners | 3 | SCHnews - It's Brim Up North Foreign Office Picket | Bil In Support the Decommissioners Demo | Video of Decommissioning | Decommissioners update and protest | Links: Smash EDO | Support the Decommissioners | Bristol ABC | Anti-Militarist Network | Click here to download 'If I had a Hammer', a 32 page booklet explaining why the decommissioning was necessary.
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Noi ricordiamo ancora...
Indymedia Napoli , 29-10-2009 - 16:09
Noi resistiamo ancora, noi manifestiamo ancora, nonostante il tempo che passa, ricordiamo ancora e continueremo a mantenere intatta la nostra memoria! Passano gli anni, si susseguono le manifestazioni, e con loro gli arresti, le perquisizioni e tutti gli atti del copione "Repressione" che oramai abbiamo imparato a conoscere bene. Dopo arrivano i processi, dove la storia, quello che davvero e' successo in piazza, quello che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, viene messo alla sbarra, e cosi', dopo 8 anni, si aggiungono ancora capitoli alla lunga storia iniziata il 17 Marzo 2001 a Piazza Municipio. Continuare a ricordare è un dovere per chi in piazza c'era e per chi, col passare degli anni, ne ha raccolto l'eredità. Il corteo che arriva di fronte la Zona Rossa, i primi scontri e poi le forze dell'ordine che chiudono la piazza caricando quelli che in piazza erano riusciti ad arrivare e inseguendo, in una lunga caccia all'uomo, quelli che nella piazza non erano neanche riusciti ad entrare. La giornata si concluse con 85 manifestanti portati nella caserma Raniero e sottoposti a trattamenti che abbiamo visto ripetersi anche a Genova pochi mesi dopo. leggi tutto
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No New Coal. Actions at Power Station and Open Cast Mines.
Indymedia UK , 29-10-2009 - 10:06
Update: At 4:30 am after 48 hours of protest, the remaining 10 came down from the roof of Didcot Power station and were arrested. Early on Monday morning, activists entered a NPower coal fired plant in Didcot. A group chained themselves to the coal conveyor, and prevented coal from entering the power station, although a report indicates that those chained to the conveyor were cut loose and arrested. Others erected tents on the roof and have climbed chimneys, and have spent two nights up there. In associated actions, work was stopped at two open cast mines on Monday. Twenty activists entered the site at Shipley which provides coal to Ratcliffe-on-Soar, and climbed onto vehicles, which they occupies, stopping work on the site for 4.5 hours. Mainshill, site of an ongoing protest camp was blockaded for seven hours. After action to stop night time felling on Monday, another blockade was mounted on Tuesday.
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Imperialist Invasion of Afghanistan Enters 9th Year
Indymedia UK , 29-10-2009 - 10:06
Billboards around the country have been subtly subvertised to display anti-war messages calling for the troops to be brought home and for Tony Blair to be prosecuted. As the imperialist occupation enters its ninth year, a YouGov survey found 62% of the public want British troops pulled out this year and 48% think that victory is impossible. Countless thousands of Afghans have perished and many Western soldiers have gone to Afghanistan, only to come home in body bags. On Saturday 24th October, thousands of people gathered in central London to protest against the continuing conflict. Organisers, 'Stop The War Coalition', claimed there is growing resentment among the lower ranks who feel locked into a military occupation with no clear justification or exit strategy. Soldiers and their families joined the estimated 5,000 marchers who gathered in Hyde Park. Links: London March:1 | 2 | 3 | 4 Analysis: The Risks of Regional Conflagration From the Archives: First Oil and Gas Licensing Round | Die-in for NATO's Victims | Wedding 'Die-In' Protest | Reading the names of the dead |
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