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A chi serve il Forum delle culture 2013?
Indymedia Napoli , 19-11-2009 - 15:41

Nel 2013 si svolgerà a Napoli la IV edizione del Forum Universale delle Culture 2013: una manifestazione internazionale, promossa dall’Unesco, che ogni tre anni organizza in una città diversa alcuni mesi di mostre, spettacoli ed incontri ispirati a temi come la diversità culturale, la conoscenza, la pace, lo sviluppo sostenibile.
Dietro queste magniloquenti parole si cela però la realtà di un evento massimamente artificiale e patinato, estraneo alle contraddizioni ed alle vitali peculiarietà culturali dei territori ospitanti, interessato soprattutto ad operazioni di speculazione commerciale. La prima edizione del Forum si è tenuta nel 2004 a Barcellona, risolvendosi in un ampolloso festival del generico, sotto le cui bandiere è stato realizzata un massiccio intervento di speculazione edilizia sul quartiere popolare del Poble Nou ed il litorale cittadino.
Anche l’edizione napoletana del Forum si presenta come un volano per favorire la terziarizzazione turistica della città e connesse speculazioni urbanistiche, collegandosi al programma di recupero del centro storico sotto tutela Unesco ed alla riqualificazione dell’area flegrea. Non si sa ancora chi gestirà l’evento ed a quanto ammonteranno i relativi finanziamenti pubblici, dato lo scontro in atto tra istituzioni locali e governo centrale, ma già questo la dice lunga sulle logiche che guideranno l’iniziativa.
Intanto alcune realtà di base napoletane si mobilitano per costruire una campagna che da qui al 2013 critichi puntualmente le iniziative del Forum e nel contempo delinei con iniziative autorganizzate un’altra idea di città. Il primo appuntamento è per giovedì 19 novembre alle 10, a Castel dell’Ovo, per contestare l’inaugurazione del workshop sull'Identità Urbana organizzato dal Comune di Napoli in preparazione del Forum; venerdì 20 novembre alle 16, presso palazzo Gravina, si è tenuto invece un incontro pubblico con la partecipazione di esponenti dei comitati di base di Barcellona che contestarono nel 2004 la prima edizione del Forum, l'evento è stato trasmesso in diretta streaming su:
www.radioazioni.tk
www.radiolina.info
www.radiodimassa.tk
www.radiossina.info

Sito del ControForum

::Approfondimenti::

Forum delle culture 2013? N'ata pall! La protesta del coordinamento NoForum
Guarda il video

- sito web della Fondazione comunale per il Forum 2013
- sito del comune sul programma di interventi per il centro storico sotto tutela Unesco
- sito con materiali sulla questione di bagnoli

::Articoli::

- Forum delle culture, arriva il commissario e circolano i primi nomi dei pretendenti

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Fermi e cariche al corteo di stamattina
Indymedia Lombardia , 17-11-2009 - 16:17

Questa mattina al corteo degli studenti medi contro lo sgombero delle scuole civiche cariche feriti e 4 fermi.
Dei quattro fermi due sembrerebbero essere stati convalidati in arresti.
Buona presenza al tribunale [1][2][3]

Aggiornamenti:
-18-11-09 rilasciati senza obbligo di firma

Appuntamenti:
h 15.30 presidio @ pza san babila aggiornamenti
18-11-09 h 9 presidio di fronte al tribunale

Comunicati:
- cantiere.org

Rassegna Stampa: [1] [2] [3]


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Riprendiamoci la Notte!
Indymedia Roma , 17-11-2009 - 10:05

Per sabato 21 Novembre, a ridosso della giornata internazionale dell’orgoglio trans e di quella contro la violenza sulle donne, una rete di collettivi e realtà femministe, ltibq e singole, ha costruito una manifestazione contro la violenza di genere. Dopo le manifestazioni degli anni scorsi contro la violenza maschile sulle donne (nel 2007 e nel 2008), si è voluto ribadire ancora una volta come non siano le politiche sicuritarie a dare sicurezza alle donne, trans e lesbiche, ma come, invece, in una città di ronde e lame, l’unica arma possibile sia quella della solidarietà. E’ per questo che la rete invita donne e trans, puttane e rom, migranti e lesbiche a riprendersi la città di notte, in un corteo che partirà da p.zza Vittorio alle 18.30, attraverserà San Lorenzo per finire in pzzale del Verano. Durante il percorso antisessismo e antifascismo saranno proposti attraverso musica e performance, oltre che attraversando alcuni luoghi che mostrano le contraddizioni delle politiche costruite sui corpi delle donne. La stazione (da sempre luogo simbolo della violenza, ma solo di quella fuori dalle mura domestiche), piazza Vittorio, luogo di immigrazione, ma vicino a un noto spazio occupato da fascisti, San Lorenzo, luogo della “movida romana”, da poco oggetto di sgomberi e minacce di sgombero.

A concludere il corteo, in piazzale del Verano, è previsto un momento musicale con i live di alcune artiste.

La mobilitazione continuerà il 25 Novembre contro i Cie, in un presidio itinerante che terminerà a Ponte Galeria.


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Chi sono i ladri ?
Indymedia Lombardia , 13-11-2009 - 15:27

La settimana scorsa la polizia, mediante un dispiegamento di forze “cileno”, arresta 5 studenti, quattro finiranno sepolti ai domiciliari ed uno a San Vittore.
Il terribile crimine sarebbe la sottrazione di alcune fotocopie alla libreria Cusl all'interno di Festa Del Perdono, la surreale accusa sarebbe di “rapina aggravata” e di “lesioni”, se non ci fossero di mezzo dai 4 ai 10 anni di galera la faccenda sarebbe quasi tragicomica.

Il problema, in effetti, non sta tanto nella carta quanto nel proprietario della carta, in effetti tutto diventa più comprensibile se consideriamo che la libreria Cusl rappresenta uno dei terminali della rete politica di Comunione e Liberazione all'interno dell'università.

Non si tratta di furto di fotocopie ma di vera e propria “lesa maesta”, perché il furto, la rapina la cooptazione ed il ricatto non pongono particolari problemi né a CL ne all'università degli studi di Milano, che in effetti è stata ben lieta di erogare 25000 € per finanziare riviste fantasma.
Ovviamente le riviste erano gestite da ciellini, stampate(e fatturate) da ciellini ed il pagamento è stato ovviamente autorizzato da un assemblea a maggioranza ciellina.
In quel caso non abbiamo visto le camionette ne abbiamo letto i soliti vergognosi articoli, tutto è bene quel che finisce bene, uno dei protagonisti di quell'infame vicenda riuscirà anche a fare carriera politica nel PDL.

Ma questo rappresenta solo un' infinitesimo del potere e della propensione al furto cielline: Cl gode di corsie preferenziali per l' erogazione di servizi all'interno dell'università non solo librerie ma mense, bar e chissà quant'altro, non è importante se i servizi siano rispondenti alle esigenze degli studenti, l' importante e che il fatturato finisca nei santi portafogli dei ciellini, la cui devozione e la cui presenza nei centri nevralgici del potere lombardo assicura a loro un giro di affari di 70 miliardi di euro annui a noi eccellenze quali Santa Rita, Milano Santa Giulia e che ci assicura la permanenza al potere di menti eccelse come il dott. Aletti.
E se per caso dovesse venirvi la malsana idea di riappropriarvi di quanto questi loschi figuri vi hanno sottratto, sappiate che, contro ogni logica, i ladri sareste voi.

Aggiornamenti
- corteo del 17-11 caricato in Piazza Mercanti, 4 fermi , h 15.00 @ s. babila iniziativa per il rilascio dei 4 fermati

Appuntamenti:
- 13-11-09 corteo in notturna verso san vittore
- 14-11-09 Presidio sotto S. Vittore h 14.00 [1] [report] [report 2]
- 16-11-09 prima giornata di mobilitazione [report]
- 16-11-09 h 14.00 assemblea in Statale
- 17-11-09 h 9.00 presidio al tribunale h 14.00 volantinaggio in statale
- 18-11-09 h 12.30 assemblea @scienzepolitiche a seguire assemblea @ lingue
- 19-11-09 h 11.30 giornata contro CL @ festa del perdono controinformazione ed autofinanziamento
- 21-11-09 h 19.00 @ T.A.Z. concerto benefit spese legali

Rassegna Stampa: [1] [2] [3] [4] [5]

Comunicati
- Corsari milano - Uninversi -Fuoricontrollo - Assemblea Spo

Approfondimenti:
- un poliziotto ogni nove fotocopie - memoria storica contro Cielle

Links
- http://agitazione.noblogs.org
- http://cattomafia.noblogs.org


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Day of action internazionale contro i CIE
Indymedia Emilia-Romagna , 13-11-2009 - 15:27


Il 14 novembre ci sarà la giornata di azione internazionale contro i CIE, i famigerati lager in cui vengono rinchiusi i migranti trovati privi di permesso di soggiorno. Dopo le rivolte di quest'estate la situazione continua ad essere incandescente:
in diversi centri continuano scioperi della fame, rivolte, tentativi di evasione, violenze contro i reclusi.
Ordinaria amministrazione quando si va a creare una vera e proprio struttura concetrazionaria, in cui gli internati (come tutti gli internati) sono privati di tutti i diritti.
Per dire no a questa società che condanna uomini e donne alla deportazione perchè privi di pezzi di carta:

Sabato 14 Novembre Presidio in Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri) a Bologna.

Domenica 15 Novembre a Parma, in Piazzale Matteotti, presidio dalle 10

I contenuti sui CIE su IMC Emilia Romagna

Macerie, sito con frequenti aggiornamenti sui CIE

Ftr di indymedia nord-est sul cie di Gradisca


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Noi da qui non ce ne andiamo! A Cosenza sventato un tentativo di pulizia etnica ai danni dei Rom.
Indymedia Calabria , 13-11-2009 - 15:26


Il primo ottobre le forze dell'ordine in località vaglio lise a Cosenza  irrompono nella zona dove vivono circa 200 rumeni di etnia rom, notificando solo a 90 di loro un decrecreto di allontanamento.

Tali decreti, che fanno riferimento non al cruento pacchetto sicurezza  dell'attuale governo ma alle alle leggi emanate durante il governo Prodi, prevedono l'allontanamento di questi novanta cittadini comunitari. Le motivazioni sarebbero legate la fatto che gli stessi sono ritenuti incapaci di indicare la data del proprio ingresso in Italia, perchè non hanno un regolare contratto di lavoro e  vivono in condizioni precarie, di conseguenza la loro presenza rappresenterebbe una minaccia per il paese. In altri termini viene perseguitata la loro condizione economica: i cittadini europei, se poveri, non possono risiedere a Cosenza?! Che fine ha fatto la città dell'accoglienza e delle invasioni?

Da alcuni anni ormai si parla di emergenza Rom  , questione mai risolta  che si ripresenta, puntualmente, a ogni inizio estate e col cadere delle prime piogge. Si ricordi l'emergenza del 2007 quando le forti piogge rendevano il  fiume Crati assai pericolo per l'intera comunità  rom dal momento che  era alto il rischio che gran parte delle loro abitazioni, allestite nelle vicinanze, venissero travolte.

Dopo un'iniziale attenzione mediatica, dettata dalla contingenza, ecco che la questione Rom ripiomba nel dimenticatoio, l'assessore comunale Matilde Ferraro, che nell'evento del 2007 si era impegnata in prima persona, durante un rimpasto della Giunta Perugini, lo ricordiamo ...una giunti di 'sinistra' viene sostituita da Francesca Bozzo. La 'linea politica ' del nuovo assessore si può riassumere nel seguente termine: non sono competente.  Accade, infatti, che tutte le domande rivolte dalle associazioni nel corso degli scorsi mesi sono state evase con l'idea che un assessore ai migranti e ai rom non ha competenze; quindi semplici richieste come bagni chimici, acqua potabile etc sono state del tutto disattese dall'Assessore , troppo impegnata a organizzare finti spettacoli e fasulle iniziative cultural-gastronomiche. Per questo motivo, a seguito della espulsione di massa su base etnica dei cittadini Rumeni di etnia Rom l'indignazione e la rabbia   di molti cosentini sia autoctoni che rom è cresciuta .

In primo luogo sono stati avviati ricorsi sul piano legale ma, nel contempo, sono state intraprese tutta una serie di azioni  di lotta e di denuncia. Si ricorda una petizione in difesa dei cittadini  rom  a cui hanno aderito cittadini semplici ma anche numerose personalità fra cui l'intero dipartimento di sociologia dell'Università della Calabria.

Piu' volte è stato tentato un incontro col Sindaco e  l'Assessore Bozzo  quello che si è ottenuto è una promessa da parte dell'assessore che entro pochi giorni avrebbe rifornito di benzina la autobotti per inviare, al campo, l'acqua potabile come chiesto dal Presidente della II circoscrizione (in un primo momento sceso in campo a tutela dei rom) ma così non è stato: di chi la colpa? Ancora una volta l'incompetenza della Bozzo ha dato i suoi frutti? Vero è che incontrare l'Assessore è risultato sempre piu' difficile, durante uno dei vari presidi sotto al Comune la stessa usciva dal palazzo municipale celata da un giubbotto riuscendo a passare inosservata alla vista dei piu' ma alcuni, notandola, non hanno potuto fare a meno di seguirla per ottenere di consegnarle la petizione in difesa del popolo Rom di vaglio lise. L'assessore, impaurita e in evidente stato confusionale, intanto si era rifugiata nella sua auto e mettendo in moto l'auto addirittura rischiava di investire i manifestanti.

Si registrano un incontro col Vice-Prefetto  e uno con l'Assessore provinciale all'immigrazione, infine anche il Sindaco Perugini non ha potuto fare a meno di ricevere una delegazione, due giorni prima del dibattimento in tribunale dei ricorsi contro i decreti di allontanamento. I Rom e le associazioni ad essi vicine,  si sono infatti recati ad assistere la seduta comunale del nove novembre, forse per questo il Sindaco ha deciso di riceverli per alcuni minuti. In questa occasione, così faticosamente ottenuta, Perugini si è però detto vicino alla problematica dei Rom e ha ribadito che Cosenza resta una città aperta e solidale, ci si augura che alle parole seguano i fatti, i Rom non chiedono infatti la luna, che a Cosenza si può anche tradurre come alloggio popolare, ma solo che si fornisca loro un campo attrezzato per il quale sono disposti anche a pagare acqua ed elettricità.

Significativa  è stata anche l'attiva partecipazione dei Rom al seminario organizzato dal dipartimento di Sociologia, tutti: dai docenti agli studenti, hanno ascoltato, con vivo interesse, la lezione dei cittadini rumeni che hanno raccontato di prima persona che cosa significa essere svegliati alle cinque e trenta del mattino dalle forze dell'ordine, rimanere ore e ore sotto la sole e poi deportati in questura, identificati e lasciati senza nemmeno una bottiglia d'acqua per quasi quindici ore. Il tutto per un motivo che non si comprende...forse solo perchè si è Rom? Oppure si configura come delitto, il fatto di avere un lavoro e un alloggio precario? In tal caso molti italiani commetterebbero reato, ma di chi sarebbe la colpa?

Intanto sul campo legale, ottenuta una prima sospensiva del decreto di allontanamento da parte del tribunale di Cosenza che considerava fondate, in prima face, le istanze di ricorso, in data undici di novembre accoglieva definitivamente  tali ricorsi! Urla di gioia, lacrime di commozione, hanno salutato la notizia data dal pool di difensori all'uscita del tribunale, dove attendevano l'esito del pronunciamento dei giudici, i rom le associazioni i docenti universitari.

Un provvedimento di massa, vergognoso e umiliante per i Rom e per la città di Cosenza è stato sventato in un'aula di tribunale. Adesso tutta la solidarietà fino ad ora manifestata dalla parte autentica della città, deve andare avanti nella battaglia per il diritto ad una esistenza dignitosa e decorosa di questi fratelli che ormai sono cittadini cosentini.

Perchè la vera accoglienza percorre strade molto spesso diverse da quelle del governatore calabrese Agazio Loiero che si è recato a Berlino, assoldando anche il noto regista Wenders, per propagandare l'idea della Calabria come terra di accoglienza.

C'è una tendenza nazionale razzista  che tende all'emarginazione degli stranieri ed oltre che a Cosenza anche a San Nicola Varco , vicino Eboli sono stati sgomberati circa mille lavoratori, braccianti agricoli, che si spaccavano
la schiena nella piana del Sele!

Con queste politiche criminali ed in particolare con il caso Rom a Cosenza, si  assiste ad un fenomeno nuovo in Italia, quello dei desplazados: profughi nella propria terra!


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San Nicola Varco: Sgomberati dalla loro miseria
Indymedia Napoli , 13-11-2009 - 09:37

Li aspettavamo di notte, sono arrivati alle 8 del mattino. Oltre 60 mezzi blindati e 650 uomini (in tre turni..) tra poliziotti, carabinieri, finanzieri. Non mancava neanche la forestale per procedere allo sgombero coatto dell’insediamento di immigrati marocchini a San Nicola Varco, una traversa anonima della Statale 18 a Eboli.

Vivono qui, nella piana del Sele, quasi millecento braccianti tra i venti e i quarant’anni che faticano dodici ore al giorno per venticinque euro meno i tre che trattiene il caporale. La "colpa" di questa comunità è di sopravvivere da oltre dieci anni in una struttura di proprietà regionale costata miliardi di vecchie lire. Un mercato ortofrutticolo mai inaugurato e trasformato in una una favela di lamiere e baracche sorte come funghi intorno alle carcasse di silos ed edifici. Pochissimi i bagni, ancor meno le docce, San Nicola Varco è una straordinaria fotografia dell'ingiustizia: di fronte al ghetto si estendono infatti a perdita d’occhio i campi e le serre delle multinazionali dell’agroalimentare che questa manodopera sfruttano a piene mani.

Ai primi novembre la magistratura si accorge che ci sono "problemi igienico sanitari" e intima lo sgombero, funzionari e assessori della Regione Campania, a conoscenza dell'azione delle forze dell'ordine, non si cura di tutelare i migranti di San Nicola. Politici, affaristi locali e camorristi gongolano.

Per l'irruzione di mercoledi erano stati comunque "prenotati" centocinquanta posti nei CIE di Lamezia e Crotone. Il ministero dell'Interno voleva probabilmente il suo pacchetto di espulsi da esibire. Alla fine le persone che la polizia trova nel campo sono circa duecento, quelle portate in questura per accertamenti sui documenti di soggiorno una quarantina almeno. Gli altri si erano allontanati la sera prima.

Il giorno dopo, come se non bastasse, sono partiti i rastrellamenti. Alla Questura di Salerno è stato organizzato un presidio di solidarietà.

:: Approfondimenti ::
Comunicato Della rete antirazzista campana
Il report completo di Nicola Angrisano
Radiovostok
Il racconto di Halim

:: Video ::
Radiovistok - Lo sgombero è la risposta dello Stato
Insu^tv - Al mercato degli schiavi

:: Foto ::
Il mercato degli schiavi

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Massacri quotidiani
Indymedia Abruzzo , 12-11-2009 - 09:33

DI CARCERE SI MUORE


never trust a copIl caso di Stefano Cucchi [ corteo] con tutta la sua assurdità porta nuovamente alla ribalta il dramma delle carceri (147 morti solo nel 2009) e della brutalità delle forze dell'ordine.

Questioni scomode che si preferisce coprire e dimenticare.

A volte però accadono episodi che con irruenza, riescono a rompere il quotidiano muro di indifferenza verso le strutture carcerarie Italiane (luoghi sovraffollati, malgestiti e dove le violenze nei confronti di detenuti e detenute sono all'ordine del giorno) e a denunciare la brutalità delle forze dell'ordine.

Quasi a riprova di quanto accaduto a Roma e a Parma, nella redazione del quotidiano teramano "La Città", viene recapitata una busta contenente una lettera anonima ed un cd audio.

La voce registrata nel carcere di Castrogno, racconta di una "mancata rivolta" per via di un pestaggio consumato sotto gli occhi di detenuto "negro", sempre nella registrazione si rimprovera alle guardie carcerarie di aver massacrato un detenuto sotto gli occhi degli altri detenuti, mentre la buona norma prevede di massacrare il detenuto quando è "da solo".
Per sua stessa ammissione, si scoprirà che la voce è quella del comandante delle guardie carcerarie Giuseppe Luzi, poi sospeso

Nell'Italia del pacchetto sicurezza e della strategia della paura, episodi del genere non sono né isolati né rari.

Nei primi giorni di dicembre nel carcere di Sulmona, un detenuto ha dato fuoco alla sua cella rimanendo intossicato, dopo la mancata consegna dei medicinali di cui aveva bisogno. Il 24 giugno dello scorso anno è Niki Aprile Gatti (un ragazzo di 26 anni di Avezzano) ad essere trovato senza vita nel carcere di Sollicciano, vicenda che vede la madre impegnata a combattere per chiedere verità e giustizia.

E' di quest'estate la morte di Francesco Mastrogiovanni maestro elementare di Castelnuovo Cilento, altra vicenda dai contorni oscuri che non ha però ricevuto lo stesso interessamento mediatico.
Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: su di lui pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio. Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri l'hanno trovato morto.

Il 9 agosto scorso 300 migranti, quasi tutti somali, cercano di fuggire dal lager di Benghazi, realizzato in Libia con finanziamenti italiani frutto degli accordi tra Berlusconi e Gheddafi. Dopo la cieca repressione militare 6 migranti sono rimasti uccisi, esangui sul pavimento, e oltre 50 feriti (dal giorno dopo di almeno una decina non si hanno pi notizia).

Un testimone oculare ha raccontato a Fortress Europe che i feriti sono rimasti abbandonati sul pavimento sanguinanti per giorno, con tagli su gambe, braccia e testa. Alcuni hanno febbre e principi di infezioni. Non sono stati visitati da medici o delegati di organizzazioni internazionali.

 


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Emergenza Indymedia Piemonte
Indymedia Piemonte , 09-11-2009 - 15:32

Dall'inizio dell'autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l'opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c'è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell'introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l'eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell'informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito. Nella discussione sull'opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell'importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell'informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l'emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell'individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L'altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati.

Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell'open publishing e nell'informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.

[aggiornamenti 11-11-09]

L'ultima riunione ha visto la partecipazione di nuove forze interessate a mantenere vivo il progetto. Nonostante la buona volontà di tutti, la situazione problematica non può ancora considerarsi risolta. Poiché il progetto è per tutti molto importante e dato il poco preavviso con cui è stata comunicata la riunione in questione, segno evidente dell'emergenza del collettivo, si è deciso di indire una nuova riunione. Una riunione importante per chiunque abbia a cuore il futuro di Indymedia Piemonte, dandogli impulso con idee, progetti, competenze, partecipazione attiva di punti vista e aree differenti del movimento. Oggi le frontiere della comunicazione in internet si sono dilatate e gli strumenti che i siti commerciali mettono a disposizione sono di facile accesso, potenti e seducenti. La sfida che abbiamo di fronte è quindi difficile ma importante. Servono intelligenze e saperi, serve voglia di mettersi in gioco in un progetto che - costitutivamente - scommette sulla possibilità che ciascuno, mettendosi orizzontalemente in rete, possa essere il proprio media.

Appuntamento mercoledì 2 dicembre alle ore 21 presso radio blackout, via cecchi 21/A.

Indymedia Piemonte


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Resurrection
Indymedia Liguria , 09-11-2009 - 10:11

Per molto, troppo tempo questo sito è rimasto praticamente fermo.
Oggi Indymedia Liguria ci riprova. Portare avanti un lavoro collettivo
richiede condivisione, fatica e incoraggiamenti continui. Per questo
abbiamo bisogno di critiche, suggerimenti e soprattutto partecipazione
per rilanciare un progetto collettivo, autogestito e indipendente.
Invitiamo quindi chiunque sia interessato a contattarci o ad
iscriversi alla Mailing List di discussione pubblica per collaborare alla
produzione editoriale dei contenuti e al funzionamento del sito.
Nel frattempo, potete sempre continuare a pubblicare notizie, eventi o
opinioni sul sito o consultarne e commentarne i contenuti.

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Reggio Emilia è antifascista
Indymedia Emilia-Romagna , 05-11-2009 - 09:50


La notte tra il 23 e il 24 ottobre un gruppo di attivisti da Casa Pound ha attaccato il centro sociale occupato Aq16, danneggiando la struttura (vetrate rotte, grondaie divelte, tentativo di sfondamento della porta) e attaccando adesivi e manifesti sui muri. Il giorno successivo un gruppo di quasi un centinaio di attivist* si è diretto in via Montefiorino, dove ha sede CPI, per restituire un po' di merda ai fascisti [Report Audio].
Ovviamente i fascisti hanno dichiarato, come al loro solito, di essere stati vittime di una predeterminata aggressione e che gli attivisti dell'Aq16 si sarebbero danneggiati il posto da soli per poi incolpare loro.

Casa Pound a Reggio Emilia ha aperto la sede da neanche un anno ma è già riuscita a rendersi responsabile di un'escalation di attacchi e provocazioni che non si vedeva da decenni: dai volantinaggi davanti alle scuole, conditi con minacce, insulti e altrui striscioni strappati, ad azioni "futuriste" (con scarsissimo risultato di pubblico) come distribuire pasta, impiccare babbo natale, a scritte sempre più invasive. Tutto questo con l'appoggio malcelato del PDL, di cui Casa Pound sta sempre più diventando la costola giovanile. Il collegamento sembra quasi dinastico: il rappresentate di Blocco Studentesco (settore giovanile di CPI) è Giorgio Eboli, figlio di Marco Eboli, capoccia del PDL a Reggio Emilia.
La stampa locale, con la complicità del comune, intanto continua a dilettarsi con il giochetto degli opposti estremismi [rassegna stampa], teoria con ben pochi collegamenti con la realtà dato che i movimenti fascisti sono sempre stati strumentali al potere, di cui sono fedeli cani da guardia e servi.

Ma una parte di Reggio Emilia non ci sta. E questa parte di città sabato sette novembre manifesterà contro tutti i fascismi sia quello muscolare ed esibito di CPI che quello strisciante e invasivo propagandato dal Governo e ben accetto dall'"opposizione" che contro lo sfruttamento padronale.

Sabato 7 Novembre, ore 14.30 concentramento presso Porta Santa Croce

Scarica il dossier su Casa Pound Reggio Emilia prodotto dall'Aq16.

Report e Foto

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Una ennesima storia della violenza di stato: C.P.O.Experia sgomberato!
Indymedia Calabria , 02-11-2009 - 09:34


Nella mattina del 23 ottobre scorso è stato sgomberato, a Catania.il C.P.O. Experia.

Le forze dell'ordine sono riuscite a
entrarenella sede del centro facendo largo uso della forza, come
testimoniano alcuni video presenti in rete: [1] [2] [3] [4]. Le forze dell'ordine non hanno permesso nemmeno agli avvocati di assistere all'ispezione dei locali.

La polizia, in assetto antisommossa, si è scagliata contro studenti medi, universitari, lavoratori, docenti precari, sindacalisti che tenevano le mani alzate e rimaevano in presidio permanete; negli scontri, infatti, vi sono
stati anche numerosi feriti. Ancora una volta dunque un presidio di libertà, viene soppresso tramite l'uso della violenza.
Lo sgombero ufficialmente voluto dalla sovrintendenza ai Beni Culturali è stato, in realtà, determinato da precise scelte politiche tese a riduerre al silenzio una realtà viva da ormai 17 anni.

Experia, un centro popolare radicato nel quartiere, ha subito un'ingiustizia inaudita! La resistenza però continua tra attestati  di solidarietà [1]ed il partecipato  corteo del 31 ottobre dove si è registrata la presenza di piu' di mille persone.

Ultime news: il 13 novembre l'experia è stato rioccupato dai compagni!


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PARMA, DOVE L'INGIUSTIZIA E' DI CASA.
Indymedia Emilia-Romagna , 25-10-2009 - 15:21



Sono davvero tanti i casi inquietanti in cui sono stati coinvolti coloro che fino a pochi anni fa facevano (poche) multe e regolavano il traffico.

Prima un'aggressione ad un giovane in un bar del centro ad opera dell'agente Andrea Sinisi, poi il pestaggio di Emmanuel Bonsu. (Video,[2] dell'intervista), il lancio su misura di una presunta bomba carta contro la loro sede, le botte ad un cittadino ivoriano e potremmo continuare ancora, citando ad esempio lo sgombero di alcune case occupate da migranti o il tentato sgombero dello Spazio Sociale Mariano Lupo, sgombero poi realizzato dalla Polizia di Stato.

Ora, a distanza di alcuni mesi, è tempo di processi. Sia per i quattro anarchici accusati di aver lanciato le bombe carta, che hanno già trascorso "preventivamente" alcuni mesi in carcere, sia per i vigili urbani di Parma, che in galera pero' non hanno fatto nemmeno un minuto con procedimento rinviato al 23 novembre 2009. Il primo processo ad essersi concluso con una condanna, almeno in primo grado, è, invece, quello che vedeva un giovane di 30 anni aggredito nei pressi di un bar del centro , paradossalmente imputato di violenze verso il vigile Andrea Sinisi.

I vigili coinvolti in quelle operazioni e oggi imputati sono ancora tutti dipendenti del Comune di Parma, che li ha spostati dalla Municipale per destinarli ad altri incarichi. L'ex assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi, costretto alle dimissioni dalla pressione popolare e dell'opinione pubblica (video,[2]) anche lui coinvolto nei procedimenti penali, è oggi ai vertici della Stu Pasubio, la società di Trasformazione Urbana creata dal Comune per facilitare la speculazione edilizia mascherata da "riqualificazione". Ciliegina sulla torta l'assunzione da parte del Comune di Parma del giovane Antonio Assirelli, figlio di Mario, segretario vicario del sindacato della municipale. A dimostrazione del fatto che a Parma, se stai dalla parte giusta, non hai proprio nulla da temere, il giovane Antonio ha firmato un contratto come nuovo responsabile dell’ufficio Sicurezza della polizia municipale con una retribuzione di 50.000 euro lordi all'anno.

Ricordiamo, infine, che con l'avvento dell'amministrazione Ubaldi prima e Vignali poi, il corpo dei vigili di Parma ha subito un lento ma inesorabile processo di militarizzazione, come denunciato in questo mini-dossier,[2] redatto dallo Spazio Sociale Mario Lupo nel 2005.

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Sgomberato il Velena Squat
Indymedia Piemonte , 20-10-2009 - 14:30


20 ottobre. Alle prime luci dell’alba Digos, celere e pompieri hanno sgomberato il Velena Squat di corso Chieri.

La ex palazzina dei vigili, occupata il 28 febbraio sgomberata una prima volta il 25 marzo e poi rioccupata due settimane dopo, è tornata vuota. Chi fa vivere le case abbandonate da fastidio perché, nella Torino dei locali e della movida più “frizzante d’Europa”, mostra la possibilità di relazioni non mercificate, di una socialità all’insegna della condivisione, della “Bellavita”.

Dopo lo sgombero gli occupanti hanno lanciato l’appello per una prima risposta alle 11,30 a Palazzo Nuovo, in via S. Ottavio 28.


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Roma città aperta
Indymedia Roma , 16-10-2009 - 18:35


La Roma antirazzista si è data appuntamento domani, sabato 17 ottobre, per dire che nessuna persona è illegale, che i CIE vanno chiusi e che tutte e tutti dobbiamo avere gli stessi diritti, compreso quello all'abitare. La manifestazione, che partirà in corteo alle 14.30 da Piazza della Repubblica, vedrà confluire diversi percorsi da varie parti della città.

Ad Aldo Moro alle 12.00 partiranno l'Onda studentesca e
Sui Generis, che ha deciso di portare i contenuti
antisessisti
accanto a quelli antirazzisti. Allo spezzone si unirà
Strike, con un furgone musicale.

Altri due concentramenti sono previsti per l'una.
Alle 13 è prevista infatti la confluenza a piazza della Marranella e all'isola pedonale del Pigneto e il concentramento presso l'ex Volturno
occupato (via Volturno, 37)
. Il comitato casertano del 17 ottobre ha inoltre deciso di occupare a oltranza una piazza, fin quando migranti e rifugiati, autoctoni e clandestini non verranno ascoltati.

Una forte presa di posizione, dopo le battaglie condotte contro il pacchetto sicurezza, in un'Italia sempre più intollerante e i respingimenti di clandestini è di vitale importanza. Intanto, continuano le proteste nei CIE e il processo per la rivolta di via Corelli, che ancora una volta ha visto protetti i rappresentanti dello Stato, e non persone private di diritti umani fondamentali che chiedevano soltanto maggiore dignità.


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I palloni clandestini
Indymedia Napoli , 16-10-2009 - 08:44

Dopo le balle sulla sicurezza, inculcate per alimentare fobie e limitare l’autonomia e l’aggregazione delle persone, arrivano i palloni irregolari. A San Giorgio a Cremano entra in vigore un’ordinanza che prevede il divieto di gioco con la palla, individuale o di gruppo.

Sta crescendo in questi anni a livello internazionale l’interesse per lo spazio pubblico e Napoli non è da meno.
Si costituiscono comitati, si organizzano iniziative, dibattiti, convegni, la cittadinanza attiva si mette in rete, si impegna per recuperare gli spazi pubblici dal degrado e dall’abbandono delle istituzioni, per ridare vivibilità a questi luoghi, dignità ai suoi abitanti; e lo fa lavorando, per, ma soprattutto con, gli abitanti, piccoli e grandi, perché la strada è di tutti, così come dovrebbe essere la dignità. Allora, se le istituzioni sembrano aver già troppi impegni per servir la gente d’altri paraggi, anche da soli ci si prova a organizzare, per cercare di rimediare alla desolazione imposta da piani urbanistici che tengono conto degli appalti più che degli abitanti che quegli spazi dovrebbero poterli vivere; lottando contro la disgregazione sociale e la segregazione crescente delle periferie e della popolazione emarginata dal sistema capitalistico imperante.

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Facce da culo e camicia nera. Mosh or die...’ndò cazzo stai?
Indymedia Liguria , 14-10-2009 - 08:31

Combattere il regime porno-mediatico di Berlusconi è importante. Ma non basta. Il partito nero è in casa, già da tempo. Si è insinuato fra le contraddizioni della democrazia ed è riemerso indisturbato nonostante la Costituzione lo bandisse. Le stesse mani che fanno il saluto romano stringono accordi coi potenti, fanno affari con uomini di chiesa e influiscono sulle politiche sociali. Nel gran parlare e scrivere di sicurezza e di paure non si fa quasi mai cenno alla presenza di gruppi neofascisti che ogni giorno, in tutta Italia, aggrediscono extracomunitari, rom, gay, giovani di sinistra e in generale chi la pensa diversamente. Scritte razziste e fasciste imbrattano i monumenti e i luoghi storici della Resistenza. Tutto questo avviene infatti con l’avallo della destra rappresentata in Parlamento. La politica del governo di cui fanno parte questi personaggi ha grosse responsabilità, una politica che segrega e non integra, una politica repressiva incapace di concedere diritti elementari, una politica che genera mostri dichiaratamente fascisti. Questo Stato democratico si serve degli squadristi come braccio violento quando c’è da intimidire l’opposizione di piazza, li difende schierando camerati in uniforme quando il popolo si ribella. Anche quando ad aprire una delle loro sedi “culturali” sono in trenta e a ribellarsi sono in mille, come a Napoli pochi giorni fa. Questi sono gli stessi fascistelli che sotto le effigi di CasaPound, il 17 ottobre proveranno per l’ennesima volta a stabilirsi anche a Genova. Facciamo appello a tutte le forze antifasciste a ribadire che in questa città questi rigurgiti della storia non hanno cittadinanza e a mobilitarsi per impedire squallidi raduni o adunate di sapore nostalgico.

Qui di seguito le impressioni su sabato di alcuni antifascisti genovesi.

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Pacchetto sicurezza. La povertà diventa reato
Indymedia Piemonte , 10-10-2009 - 08:31

Pacchetto sicurezza e corteo di Alessandria

Il pacchetto sicurezza, approvato dal governo questo 23 luglio, vara una serie di leggi, che pesano sulle categorie che più dovrebbero essere protette, su chi vive ai margini, sugli immigrati e sui più poveri.

Leggi razziste e diseguali che prevedono la colpevolezza non per quello che si fa, ma per quello che si è, per la propria condizione, per il proprio status, non per un reato commesso.

Un immigrato privo di documenti regolari diventa di fatto un criminale che merita di essere rinchiuso in un CIE (centri di identificazione ed espulsione - veri e propri lager) fino a sei mesi, per poi essere deportato nel proprio paese di origine, in cui con ogni probabilità non voleva e non poteva vivere.

 

Leggi diseguali e razziste perché prevedono sanzioni e pene più alte per gli immigrati per il semplice fatto di essere tali, perché istituiscono un registro per la schedatura di chi è privo di fissa dimora, perché senza permesso di soggiorno non si potrà avere un'iscrizione anagrafica, né usufruire dei servizi pubblici come i nidi, le scuole materne o i servizi sociali.

Gli unici servizi previsti sono le scuole dell'obbligo e l'assistenza sanitaria di base, dove nessuno però può garantire ad un immigrato irregolare di non venire denunciato, poiché tutti coloro che ricoprono pubblici uffici sono tenuti per legge a denunciarli, e possono a loro volta essere denunciati dai colleghi per non aver adempiuto ai propri compiti.

 

Ecco il ripresentarsi di alcune tecniche fasciste, come la paura della delazione o le ronde che non sono poi diverse dallo squadrismo, e che vengono previste da questo pacchetto sicurezza.

Senza parlare dell'inasprirsi delle pene che prevedono il carcere da sei mesi a tre anni per il reato di danneggiamento, spesso dato a chi occupa case, o per fatti successi durante manifestazioni...

 

Alessandria. Sabato 10 ottobre

corteo contro il pacchetto sicurezza

Appuntamento alle 15 al “cavallo” dei giardini antistanti la stazione FS – corso Crimea

http://piemonte.indymedia.org/article/5870


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Verso le Quattro giornate di Napoli
Indymedia Napoli , 25-09-2009 - 08:27

Venerdì 18 settembre i vicoli di Materdei si riempiono di manifestanti. Salutano con una certa avversione quello che sembra essere il primo tentativo di occupazione da parte di casapound a Napoli. La risposta adeguata di una città che ripudia il fascismo visceralmente.
Più di mille persone dicono con decisione NO a quella che gli stessi occupanti chiamano "occupazione non conforme", giocando con la consueta ambiguità di termini e appropriandosi di pratiche e temi solo in apparenza ad alto contenuto sociale. Sessismo, razzismo e discriminazione del diverso, sono gli ideali che portano avanti, camminando e spesso inciampando nel solco della tradizione fascista a cui fanno riferimento. La loro tattica è l'ambiguità, a chi si avvicina al loro movimento e a chi li interroga sui loro ideali danno risposte vaghe utilizzando neologismi volti solo a confondere l'interlocutore. Dicono di essere per il superamento dell'opposizione destra/sinistra, idea che hanno ereditato dall'organizzazione neofascista a cui più si ispirano: Terza Posizione. Eppure il loro leader, Gianluca Iannone, rivendica pubblicamente il suo essere fascista. Dicono di guardare al futuro e poi organizzano convegni addirittura per ricordare i "contributi del fascismo all'igiene mentale e razziale" con l'intento di riscoprire "il valore politico delle discipline della salute mentale e dell’eugenetica al servizio della patria". Dicono di non essere razzisti, ma a Viterbo riempiono la citta di scritte contro lo spettacolo di Ascanio Celestini "Il razzismo è una brutta cosa".

I "fascisti del terzo millennio" vogliono apparire come una struttura slegata dai partiti e talvolta si nascondono dietro la veste di "associazioni di volontariato". Nella scuola e nell'università si presentano invece come Blocco Studentesco organizzazione venuta alla ribalta mediatica nazionale dopo gli scontri di Piazza Navona.
Un'altra ambiguità si nota nell'appoggio economico e politico che viene dato loro da noti esponenti delle destre locali (istituzionali), che si affianca a una copertura mediatica fornita da giornalisti fintamente ingenui. Appoggio che viene costantemente smentito da chi siede su poltrone poste gerarchicamente nei piani alti degli stessi partiti di riferimento.

Guarda il calendario completo delle iniziative per l'anniversario delle "Quattro giornate di Napoli".

Leggi la lettera aperta della società civile contro l'occupazione neofascista a Napoli

I "bravi ragazzi" di casapound sono i fascisti di sempre.
Sempre la stessa sarà la risposta di Napoli.

:::Approfondimenti:::

Guarda il video del Cau che spiega cosa è realmente CasaPound

Leggi il dossier del Cau

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Solidarietà ai lavoratori della SPX
Indymedia Emilia-Romagna , 24-09-2009 - 14:48


La Spx (gruppo Tecnotest) è un'azienda di Sala Baganza, in provincia di Parma che costruisce strumentazione per la diagnostica di automobili e fa parte di un gruppo con sede negli USA e altre filiali in Francia ed in Germania.
Ed è là che la proprietà ha deciso di trasferire parte della produzione, lasciando a casa 47 operai su 150. Nell'azienda vi sono solo lavoratori a tempo indeterminato e quindi si tratterebbe di un vero e proprio licenziamento tout court, senza la scusa di contratti scaduti. Inoltre la sede di Sala Baganza non presenta perdite di fatturato che ne potrebbero motivare la chiusura.

Per protestare contro questa restrutturazione aziendale, fatta sulla pelle dei lavoratori, i dipendeti della SPX hanno reagito con uno sciopero ad oltranza, con picchetto, dal 14/09/09 e lanciano un appello di solidarietà a tutte le realtà aziendali nella stessa situazione.
Lo sciopero ha visto un'adesione altissima, del 90%, dimostrando la volontà dei lavoratori SPX di non dividersi tra i reparti interessati direttamente dall'operazione speculativa e tra quelli che conserverebbero il posto.

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Jolly Rosso ...e finalmente ve ne siete accorti?!
Indymedia Calabria , 24-09-2009 - 14:46


Il 14 dicembre del 1990, tra Amantea e Campora San Giovanni si arena, a causa del maltempo, la motonave Jolly Rosso. Da subito si rincorrono le voci sul fatto che la nave doveva essere affondata a largo del Tirreno e che contenesse dei rifiuti tossici da smaltire illegalmente, ma il maltempo non ha permesso che ciò avvenisse. Questo incidente non fa altro che confermare l'ipotesi della Calabria quale pattumiera dell'occidente. Una terra contaminata dunque, in particolare l'area di Amantea nella quale "si può confermare l'esistenza di un eccesso statisticamente significativo di mortalità nell'area del distretto sanitario di Amantea rispetto al restante territorio regionale".

Mentre la Rai calabrese si accorge solo ora della questione, già da tempo si sono registrate una serie di interessanti inchieste giornalistiche, le più importanti sono, infatti, quelle dal basso: Verità sulla Jolly Rosso.

Le allarmanti notizie che oggi sono date come scoop dai TG di stato, ad esempio la possibile connessione fra le navi dei veleni e gli omicidi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin oppure la misteriosa morte del comandante della capitaneria di porto di Reggio Calabria, Natale De Grazia, già nel 2005 si potevano leggere su indymedia calabria.

Ad ogni modo è da 19 anni che questa storia va avanti fino a quando, in agosto, non si scopre che una zona tra i comuni di Serra D'Aiello e Aiello risulta avere livelli di radioattività cinque volte superiori alla norma ed una forte concentrazione di cesio 137.

L'indagine della procura di Paola che, è doveroso ricordarlo,  nel 1991 era stata archiviata da Fiordalisi, si riapre ed inizia anche la ricerca di altre navi affondate a largo delle coste calabresi. Il 12 settembre 2009 a largo di Cetraro, nel basso tirreno cosentino, poco distante da Amantea, viene ritrovato il relitto di una nave. Probabilmente è il Cunski un' imbarcazione contenente fusti radioattivi che il pentito di 'ndrangheta, Francesco Fonti, dice di aver affondato personalmente con l'aiuto della 'ndrina dei Muto. Il boss, Franco Muto, è finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta Nepetia che ne ha svelato gli stretti legami proprio con il clan di Amantea: Gentile/Besaldo.

Malgrado tutto questo clamore mediatico non si è ancora stati in grado di capire l'esatto contenuto dei rifiuti tossici rinvenuti, anche questa perdita di tempo nasconde un enensimo tentavivo di depistaggio? Forse anche per questo motivo le richieste delle associazioni ambientaliste vengono continuamente oscurate, ignorate e al più minimizzate dalle istituzioni?

Infine alcuni esponenti ambientalisti vengono addirittura querelati da Messina, prima ci contaminano e poi ci querelano,  non c'è che dire, siamo nella Repubblica delle Banane!!!

In Calabria, dunque, non ci sono i soldi per bonificare le arre contaminate dai rifiuti tossici e nuclerari e intanto il ministro del'ambiente Prestigiacomo fa shopping con le carte di credito del ministero.

La mobilitazione popolare finalemnte cresce: il 24 ottobre è prevista ad Amantea, Cosenza, una manifestazione nazionale : riprendetevi i rifiuti tossici.

Calabria indymedia, insieme a radio Ciroma, out of the shell  e altre realtà che si occupano di informaizone dal basso, sarà presente all'apposito mediacenter il 24 ad Amantea.


Altri collegamenti:


Raccolta di articoli degli ultimi giorni:


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E' solo l'inizio. La casa e' un diritto!!!
Indymedia Emilia-Romagna , 23-09-2009 - 14:34

E' temporaneamente sospeso per 2 giorni il provvedimento di sgombero quatto in via Pontevecchio 74, per una famiglia colpita dalla crisi economica che non riesce piu' a pagare l'affitto, grazie al picchetto anti-sfratto annunciato tre giorni fa da un comunicato di Asia Rdb. La giornata incominciata questa mattina quasi all'alba (8:00 a.m.) ha visto 2 attivisti dell'associazione inquilini assegnatari salire sul tetto e poi scendere qualche ora dopo, una volta ottenuto un incontro urgente con l'assessore comunale M.Naldi per oggi pomeriggio alle 17 ed esser riusciti a rinviare il provvedimento. Nel frattempo Asia RdB con un comunicato annuncia che in contemporanea con questo incontro ci sara' un presidio per il blocco degli sfratti sotto al comune. Tengono a precisare che saranno pronti a ripristinare le forme di lotta in caso di esito negativo della trattativa.

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LIP 2.0: c'è!
Indymedia Svizzera , 21-09-2009 - 18:08

È finalmente pronto il programma ufficiale della seconda edizione del Laboratorio di Informatica Popolare (LIP 2.0). Da metà settembre, fino a primavera proporremo 17 corsi, conferenze, presentazioni e proiezioni, sui temi più disparati: dalla sicurezza informatica alla grafica vettoriale. Dopo la piacevole edizione dello scorso anno, abbiamo deciso di ripetere apportandoci nuove ed interessanti opportunità! L'organizzazione dell'evento è curata dalla parte italofona del collettivo di Indymedia Svizzera.

Perché informatica popolare
Il nostro approccio, in opposizione alla deriva repressiva e commerciale delle nuove tecnologie, consiste nella promozione e nella diffusione delle conoscenze attraverso un utilizzo critico e consapevole degli strumenti informatici che sono diventati artefatti pervasivi nella vita quotidiana di ogni individuo.

I corsi
I corsi, come sempre, sono pensati per impartire delle informazioni di base facilmente spendibili in un contesto di attivismo politico e sociale. Quest'anno proponiamo tre categorie (area sociale, area sistema operativi, area tipografia) nelle quali i contenuti dei differenti corsi si completano a vicenda. Non occorre essere degli esperti, si parte dalle basi e non occorre spendere soldi per le licenze dei programmi che impareremo ad usare, perché sono tutti programmi open source e free software! Non è necessario avere con se un computer portatile, ma può essere utile! Noi invitiamo ad usare come sistema operativo una distribuzione GNU/Linux, ma i programmi che useremo sono multipiattaforma (accessibili quindi pure su Windows e Mac OS X).
Tutti i corsi sono gratuiti, ma sottoscrizioni sono gradite!

Qui il programma aggiornato dei corsi
Qui i manifesti da stampare

I corsi si terranno, al CSOA il Molino di Lugano (viale Cassarate 8), non è indispensabile iscriversi ma può essere utile segnalarci la vostra presenza all'indirizzo e-mail: switzerland-it (at) indymedia.org

Il sito
Abbiamo un blog: lip.noblogs.org in cui potete trovare tutte le informazioni necessarie. Nella colonna sinistra della pagina c'è lo spazio per il microblogging tramite identi.ca. In questo spazio saranno automaticamente visibili tutti i post taggati con #lip2. Vi invitiamo a contribuire! Anche per i link è stato attivato un sistema aperto di socialbookmarks attraverso link.autistici. È inoltre presente una sezione dove scambiarsi appunti e conoscenze a chi vi invitiamo a contribuire con i vostri materiali.


Con la collaborazione di ScatolaNera - contenitore multimediale, registreremo gli interventi che saranno successivamente messi a disposizione online.


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Summit UNESCO a Monza: Cultura e autorganizzazione contro la vetrina del Forum
Indymedia Lombardia , 19-09-2009 - 14:54

Più di trenta appuntamenti tra Monza e Brianza. SPRAWL è il più grande festival autogestito che si sia mai sviluppato sul territorio della nuova provincia. Nasce da un'idea del collettivo della FOA BOCCACCIO per poi raccogliere decine di adesioni, diventando esperienza condivisa da spazi, artisti, collettivi.

Dal 20 al 27 settembre SPRAWL ruberà la scena al Forum Mondiale dell'Unesco, una sfilata di politici rinchiusi dietro le vetrine della Villa Reale.

Aggiornamenti: La giunta nega i permessi [comunicato][aggiornamento]

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Vallecrati...ancora sui tetti per difendere il lavoro.
Indymedia Calabria , 15-09-2009 - 08:29


La società vallecrati è ormai lanciata a capofitto verso la sua distruzione. Da tempo, ormai, si erano diffuse le solite voci di operai nullafacenti causa della crisi societaria, tali voci così come per tanti altri settori, precedono la totale privatizzazione di un servizio. Attualmente i lavoratori vallecrati non vengono pagati da tre mesi e non conoscono le loro sorti. Per questo motivo alcuni di loro sono saliti, per protesta, sul tetto del palazzo della Provincia di Cosenza e sono attualmente ancora rimasti in presidio. I restanti operai hanno dato vita a una serie di manifestazioni di protesta come il blocco dell'autostrada Salerno-Reggio, espresso il loro punto di vista con una lettera aperta alla cittadinanza  ed hanno dato vita ad un corteo lungo le strade della città di Cosenza, ricevendo una 'timida' solidarietà .

Proprio durante quest'ultima manifestazione gli operai della vallecrati hanno incontrato i precari della scuola della provincia di Cosenza che vivono una stagione di mobilitazione nazionale. Gli applausi sono giunti da entrambe le parti: tutti precari dello stesso territorio.  Il 14 settembre un operaio dell'azienda sale sul tetto del Comune di Cosenza mentre gli operai entrano in consiglio comunale. Tante parole am in concreto un nulla di fatto!

 
Intanto i 44 comuni che fanno ricorso a vallecrati non sembrano essere propensi a trovare una soluzione favorevole: si vuole solo la privatizzazione?! Si parla di affidare la gestione della raccolta rifiuti a piccole ditte private e poi, chissà, un bell'inceneritore potrebbe risolvere tutti i problemi occupazionali!!! Non è la prima volta che si parla di inceneritori a Cosenza ma, adesso, anche il nostro capoccia Berlusconi parla di un problema rifiuti che si sposta dalla Campania alla Calabria. Tra le altre cose, il berlusKa dice di commissariare la regione sul tema dei rifiuti, non sapendo che lo è già da oltre dieci anni! ecco quindi che molto probabilmente sottintendeva il SUPERCOMMISSARIO SPAZIALE ...beata ignoranza!

Il problema vallecrati non è relativo, dunque, a un solo problema occupazionale; dietro esso vi sono problemi di ordine ambientale e sociale. La situazione attuale di questa azienda è da individuare nelle scellerate scelte di politici che hanno da tempo gestito il potere a Cosenza e adesso vogliono solo liberarsi di un cadavere per trovare altri spazi di speculazione volti solo all'incentivazione delle loro tasche.

Nel frattempo pare esserci una proposta di fitto d'azienda che i vertici della società stanno vagliando la proposta viene da un ex verde, attuale amministratore unico della società Alto Tirreno Cosentino, società partecipata (come tante altre società miste calabresi) dai Vrenna di Crotone recentemente 'riabilitati' dopo il ritiro del certificato antimafia, per una condanna in primo grado a quattro anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, dopo un simpaticissimo siparietto che ha visto coinvolto il Procuratore di Crotone e la sua segretaria che è, guarda caso, la moglie di Vrenna.

Gli ultimi sviluppi della viceda vallecrati dimostrano, ancora una volta, che si tratta di giochi di potere che gravano sulle spalle dei lavoratori!!!

Il primo di ottobre gli operai riprendono i mezzi e il lavoro di raccolta rifiuti viene nuovamente effettuato dai lavoratori vallecrati, malgrado gli stessi non abbiano ancora ricevuto gli stipendi arretrati, dopo trenta giorni sono scesi dal tetto del palazzo provinciale.

Si attende il 19 novembre quando ci sarà l'udienza dal giudice fallimentare. Un dato che certamente non potrà certamente essere sottovalutato è dato dai lavoratori che prendono la parola e raccontano tutta la vicenda dal loro punto di vista.


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Rifugiati in corso Peschiera
Indymedia Piemonte , 10-09-2009 - 14:59


Il 12 ottobre 2008 un gruppo di rifugiati/e provenienti dalla Somanlia ha occupato lo stabile dell'ex clinica San Paolo in Corso Peschiera 178, uno stabile in disuso da parecchi anni. I rifugiati/e stanno lottando per ottenere quei diritti basilari (casa, lavoro, cure mediche) che dovrebbero essere garantiti ad ogni essere umano.

Adesso, dopo quasi un anno, il comune ha proposto il trasferimento dei rifugiati in parte nel nuovo progetto dell'ex caserma di via Asti ed in parte, per le persone individuate come destinatarie del progetto FER, nel Centro Fenoglio di Settimo Torinese. Ma lo stessso Comitato di Solidarietà la considera una proposta emergenziale che non rappresenta una risposta sul terreno dei diritti per i rifugiati e le rifugiate che da anni stanno chiedendo con lotte e mobilitazioni (casa, lavoro, residenza); la residenza, per citare il nodo politico principale, è una delle parole d'ordine cardine di ogni mobilitazione dei rifugiati e delle rifugiate, e la "soluzione" via Asti, non la affronta e non la risolve, aprendo ancora una volta una contraddizione incredibile che vedrà rifugiati e rifugiate ospitati per mesi all'interno di una struttura pubblica in una città che però rifiuta a queste persone il diritto ad avere una residenza anagrafica, con tutti i problemi che questo continua a comportare. Solo alcuni dei richiedenti asilo sono disposti a trasferirsi nelle nuove destinazioni, altri invece avrebbero deciso di non accettare l'offerta del comune, ma di continuare a battersi per i diritti di tutti/e proseguendo nella via che hanno intrapreso fino ad adesso. Lo sgombero dell'ex clinica San Paolo e' previsto per venerdi 11. Il Comitato di Solidarieta' con Rifugiati e Migranti ha quindi indetto un presidio in corso Peschiera 178 per venerdi 11 alle ore 8.00.

Aggiornamenti: 1 - 2

Comunicato per presidio 11-9


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cnh non deve chiudere!
Indymedia Emilia-Romagna , 09-09-2009 - 14:31



Dal 24 giugno i 431 lavoratori della CNH (Case New Holland) di Imola, ditta del gruppo FIAT che produce parti per trattori, sono in presidio permanente davanti allo stabilimento in seguito alla decisione presa dalla proprietà di chiudere l'impianto e di spostare la produzione a San Mauro (TO) e a Lecce.
La chiusura dello stabilimento manderebbe sul lastrico decine di famiglie a fronte di indennizzi ridicoli e di ammortizzatori sociali totalmente inutili. La decisione del gruppo FIAT risulta inspiegabile dato che lo stabilimento imolese è sempre stato in cima alle classifiche per produttività e qualità. Per undici giorni un operaio dell'azienda è stato in sciopero della fame, supportato dagli altri dipendenti e dalla RSU. Lo sciopero è stato sospeso quando, dopo più di settanta giorni di presidio, è stato convocato - per il 9 settembre - un tavolo di trattative presso il ministero del lavoro a Roma.

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Roma caput intolerantiae
Indymedia Roma , 09-09-2009 - 14:31

Roma, città non nuova alle aggressioni fasciste in genere, si è caratterizzata quest'estate per gli attacchi alla comunità glbtqi. Sabato 22 agosto l'aggressione di due ragazzi nella zona del Gay Village, il tentativo di incendio al Qube nella serata che ospitava il Mukkassassina e le bombe carta contro la cosiddetta "gay street" il primo settembre sono solo alcune delle offese che tutti i giorni vanno a caratterizzare una città (e un paese) sempre più intollerante verso tutt*. La risposta del sindaco Alemanno e di certo associazionismo è stata, come sempre, predisporre pattuglie, telecamere e ztl delle zone interessate. Come se la vulnerabilità non fosse direttamente proporzionale alla sottoposizione a controllo.
I movimenti glbtqi si sono già mossi in cortei il 28 agosto e il quattro settembre. Per venerdì 11 è stata indetta una fiaccolata (completamente sganciata da partiti, associazioni e istituzioni) in piazza Navona alle 21.00.

Approfondimento:
Dossier sulle violenze a persone omosessuali e transessuali in Italia.


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Seconda giornata internazionale "liberta' non paura"
Indymedia Svizzera , 09-09-2009 - 14:08

L'ossessione della sorveglianza si sta diffondendo a macchia d'olio. Governi ed imprese registrano e controllano i nostri comportamenti in modo sempre piu' marcato.
Grazie alla diffusione di questi strumenti di controllo la cooperazione paneuropea formata da agenzie, intelligence ed autorita' di polizia ci sta portando verso la creazione di una "Fortezza europa" che sara' utilizzata contro rifugiati politici e dissidenti, ma riguardera' da vicino pure attivisti politici, migranti e perfino tifosi sportivi.
Una sorveglianza di massa pervasiva che sta minando il tessuto profondo della societa'.

Sorveglianza, sfiducia e paura stanno infatti gradualmente traformando la societa' in un gregge di acritici consumatori che non hanno "nulla da nascondere" e che, in un fallimentare tentativo di ottenere una completa sicurezza, sono spinti a cedere le loro liberta' civili.

Contro questo tipo di societa', contro l'abuso dei mezzi di sorveglianza attuato da governi ed imprese e per non rassegnarsi alla societa' del tecnocontrollo, sabato 12 settembre 2009 e' stata indetta una giornata internazionale di mobilitazione denominata "libertà non paura".

::Appuntamenti::
- [10-13 settembre] Il Babau a Milano [programma] e a Roma [programma]
- [12 settembre] Appuntamenti nelle altre citta'
- [2 ottobre] Seminario: Controllo dell’informazione e degli utenti: differenze tra il moderno e passato a Lugano

::Approfondimenti::
- Freedom not fear 2009 | Vorratsdatenspeicherung | Laboratorio di informatica popolare| paura.anche.no

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